Eugenio Degani – Paesaggio

Eugenio Degani – Paesaggio

Degani Eugenio

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 87x66

  • Codice prodotto: LTRI001

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.

L’opera è un chiaro esempio di paesaggio espressionista. La realtà viene interpretata in modo estremamente sintetico, con un esercizio di riduzione quasi estremo. La superficie è completamente bidimensionale, senza concedere nulla alla profondità spaziale. L’artista si rifà alla realtà di un paesaggio urbano, ma questa viene completamente trasfigurata in una composizione che gioca con gli effetti di luce e di ombra. Infatti dei palazzi possiamo intuire solo il profilo, così come sono immersi nell’ombra crepuscolare della sera. Tutto ciò crea un suggestivo contrasto con la luce vivida del cielo. Contrasto che si ripropone anche dal punto di vista della stesura, che vede delle zone cromatiche compatte per le case, mentre la rappresentazione del cielo mostra una gestualità più concitata. Possiamo constatare come Degani, nel concepire questa opera, si sia lasciato influenzare dalla tecnologia, dagli effetti contrastanti di luce che possiamo trovare in una fotografia. Va vista in questa ottica anche l’inconsueta inquadratura della scena.

Eugenio Degani è stato un pittore veronese, nato nel 1923 e scomparso nel 2000. Si formò sotto la guida del maestro Trentini presso l’Accademia Cignaroli. Negli anni ’50 collaborò con Giuseppe Marchiori e Renato Birolli. Nel 1951 partecipò alla Biennale di Verona e nel 1955 alla Quadriennale di Roma. Si fece conoscere soprattutto nel 1957 grazie alla mostra itinerante “Giovane Pittura Italiana” che toccò città estere come Mosca, Praga, Budapest e Sofia. Nel 1961 si trasferì a Parigi entrando in contatto con la Scuola di Nizza e il Noveau Realisme grazie alla conoscenza di Arman.


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