Alberto Falchetti – Natura Morta

Alberto Falchetti – Natura Morta

Falchetti Alberto

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 40x50
  • Anno: 1891

  • Certificato: No
  • Codice prodotto: wbuo001

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile. L’artista Alberto Falchetti, come il padre Giuseppe, si specializzò ed ebbe grande notorietà proprio grazie al genere della “Natura morta”. Protagonisti, nelle sue composizioni, sono soprattutto temi legati al mondo della caccia, come nella presente opera.

Lo stile dell’artista Alberto Falchetti nelle sue nature morte, ma anche nelle rappresentazioni di animali o nei paesaggi, mostra una tendenza che nell’arte contemporanea potrebbe essere definita iperrealista. Si nota, infatti, una volontà di riportare sulla tela oggettivamente, con fredda lucidità, i dati sensibili che ha di fronte agli occhi. Alberto Falchetti è in possesso di una notevole tecnica, di rigorosissima impostazione classica e accademica, che ricorda persino la pittura fiamminga, nella precisione con cui riproduce i vari materiali e superfici e gli effetti della luce incidente su di essi. Nonostante la sua oggettiva evidenza e pur evitando effetti atmosferici troppo accentuati, la tecnica di Falchetti è tale da inserire in modo naturale gli oggetti nello spazio, con una continuità e indefinitezza di contorni. Infatti il soggetto viene illuminato in maniera suggestiva e teatrale emergendo dallo sfondo neutro della parete grigia. Da notare come sia sempre ascrivibile ad un gusto classico la grande attenzione verso l’equilibrio compositivo.

Alberto Falchetti nasce a Caluso nel 1878, da una famiglia di artisti. Il padre Giuseppe – pittore legato alla tradizione paesaggistica piemontese – lo introduce all’amore per la pittura, condivisa con lo zio Michele ed il fratello Ernesto. Alberto dimostra da subito un gran talento artistico e nel 1891esordisce alla Società Promotrice torinese, esponendo, negli anni a venire, a quasi tutte le manifestazioni della stessa, fino al 1947. Dal 1898 è presente al Circolo degli Artisti di Torino, sino al 1939. Dal 1903 al 1924 è periodicamente alle Biennali di Venezia. Pur privilegiando i soggetti montani valdostani e del biellese, non mancano le marine, le figure di animali, le nature morte, le scene di genere ed i ritratti. Scompare nel 1951 a Caluso dove, nel 1952 e nel 1960, gli sono state dedicate due retrospettive.


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