Falso d’autore da Mario Schifano – Palma bianca con cuori rossi

Falso d’autore da Mario Schifano – Palma bianca con cuori rossi

L’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagine stereotipate e nella loro riproduzione meccanica. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo […]

  • Tecnica: Olio e tempera su tela
  • Dimensione: 95x200

  • Certificato: Opera non autenticata dall'Archivio Schifano
  • Codice prodotto: VTRA002

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DESCRIZIONE

L’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di immagine stereotipate e nella loro riproduzione meccanica. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra sono proprio le immagini pubblicitarie e i beni di consumo a diventare essi stessi opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società.

L’opera, ispirata al lavoro di Mario Schifano, è un chiaro esempio di immagine pop, espressionista e astratta. La realtà viene interpretata in modo estremamente sintetico, con un esercizio di riduzione quasi brutale. La superficie è completamente bidimensionale, senza concedere nulla alla profondità spaziale. Le pennellate delineano le forme in maniera molto tormentata e nervosa. Il colore è usato secondo un’interpretazione emotiva e spirituale, senza alcuna connessione con la realtà. L’opera risulta, dunque, molto significativa della concezione dell’artista sulla pittura di paesaggio. Per Mario Schifano la bidimensionalità della superficie pittorica è paragonabile a quella di uno schermo televisivo, un monitor. Per questo il suo ductus pittorico, legato alla gestualità dell’Espressionismo Astratto americano, può essere interpretato anche come interferenza, un disturbo elettrico di una visione del mondo filtrata attraverso la tecnologia. Vi è poi un altro tema rilevante, più legato ad un’estetica Pop. Le immagini prese da Schifano sono sempre banali, stereotipate, da cartolina kitsch. Ma sull’immagine massificata agisce il pittoricismo dell’artista che dà un nuovo significato e una nuova poetica a ciò che è ordinario e mediocre.

L’opera è ispirata alla produzione di Mario Schifano, artista romano nato nel 1934 ad Homs in Libia. Fu il principale esponente della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop Art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell’Espressionismo Astratto Americano. E’ spiccatamente Pop l’uso di simboli della società dei consumi, ripetuto in maniera seriale, ma la loro interpretazione pittorica, sporca o materica o con tecniche gestuali come il dripping, ne dà una nuova visione e una diversa riconfigurazione. Mario Schifano è scomparso a Roma nel 1998.


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