Giovanni Fattori – Senza titolo

Giovanni Fattori – Senza titolo

Fattori Giovanni

Le tematiche a sfondo sociale nell’arte cominciano a prendere rilievo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio, privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i […]

  • Tecnica: Acquaforte
  • Dimensione: 24x41

  • Codice prodotto: EPRA002

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DESCRIZIONE

Le tematiche a sfondo sociale nell’arte cominciano a prendere rilievo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio, privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i primi pittori molto impegnati su temi sociali ricordiamo Pellizza da Volpedo e, in epoca contemporanea, Renato Guttuso. In particolare tutto il gruppo dei Macchiaioli toscani, che vide in Giovanni Fattori l’esponente principale, focalizzò la propria ricerca pittorica su temi legati al lavoro nella campagna e su temi popolari.

L’opera mostra come la qualità tecnica di Giovanni Fattori fosse eccellente non solo a livello pittorico, ma anche in un ambito più grafico e incisorio. In questo caso, infatti, non potendo utilizzare il mezzo espressivo della macchia e del colore l’artista dimostra come attraverso un intricato grafismo lineare egli riesca lo stesso a raggiungere un grande livello di espressività verista. Tutta l’incisione resta in perfetto equilibrio tra verità ed espressività. Dove deve descrivere gli animali o gli alberi Fattori insegue il dato sensibile e lo riporta fedelmente sulla scena anche con un marcato senso volumetrico. Nel descrivere la vegetazione, invece, l’artista si sente più libero di usare un tratto maggiormente veloce e sintetico, garantendo freschezza di esecuzione e vivacità narrativa.

Giovanni Fattori, nato nel 1825 a Livorno e scomparso a Firenze nel 1908, è stato uno dei più importanti pittori italiani del XIX secolo in quanto tra i maggiori esponenti del Macchiaiolismo. Parallelamente con l’impressionismo francese, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, il Macchiaiolismo si pose come reazione alla pittura accademica, utilizzando, però, come mezzo espressivo la stesura a macchia. Per questo gruppo di pittori, infatti, la visione è creata dalla luce come un insieme di macchie di colori. L’attenzione di Giovanni Fattori e degli altri macchiaioli, fu incentrata sempre su tematiche a sfondo sociale, in concomitanza con il movimento Verista in letteratura.


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