Filippo Palizzi – Cani

Filippo Palizzi – Cani

Palizzi Filippo

I ritratti di animali nell’arte hanno origini antichissime, tanto da comparire anche sulle pitture rupestri di epoca primitiva. Per questioni di culto diversi tipi di animali compaiono nelle testimonianze di diverse civiltà di epoca antica. E’ soprattutto nel medioevo, nell’ambito del Gotico Internazionale, che le raffigurazione di animali si diffondono come veri e propri ritratti […]

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 20x15
  • Anno: XIX secolo

  • Stato di conservazione: Ottimo
  • Codice prodotto: ABAL007

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DESCRIZIONE

I ritratti di animali nell’arte hanno origini antichissime, tanto da comparire anche sulle pitture rupestri di epoca primitiva. Per questioni di culto diversi tipi di animali compaiono nelle testimonianze di diverse civiltà di epoca antica. E’ soprattutto nel medioevo, nell’ambito del Gotico Internazionale, che le raffigurazione di animali si diffondono come veri e propri ritratti dal vero, sia all’interno di opere o nei quaderni di disegni e bozzetti. La presenza degli animali come soggetti nell’arte rimarrà costante fino all’epoca contemporanea.

I fratelli Palizzi sono molto noti come autori di una straordinaria scuola pittorica ottocentesca. Le loro scene di genere si distinguono per una straordinaria raffinatezza esecutiva capace di arrivare ad altissimi vertici di naturalismo. Il più importante fu Filippo Palizzi, specializzato nelle raffigurazioni di animali che esegue con grande accuratezza di dettagli. Questa tavola che, sia per il supporto che per il formato, sembrerebbe un bozzetto, un’esercitazione dell’artista, ci mostra comunque la notevole qualità pittorica di Palizzi, il quale, anche con una stesura più veloce ed informale, riesce a realizzare delle verosimili figure di cani, con una perfetta resa naturalistica. Il tratteggio è veloce ma la ricchezza di dettagli è straordinaria, così come coerente è il gioco delle ombre e l’esaltazione dei valori plastici degli animali.

Filippo Palizzi è nato a Vasto nel 1818 e scomparso a Napoli nel 1899. Inizialmente si occupa della modellazione di statue per presepi, finchè non si trasferisce a Napoli dove comincia a dedicarsi alla pittura. La sua formazione avviene sotto la guida di Camillo Guerra prima e Costanzo Angelini e Giuseppe Bonolis poi. E’ uno dei primi pittori in Italia a tentare di portare un linguaggio verista. Si occuperà essenzialmente di scene di genere e ritratti di animali. Il suo lavoro parte dall’osservazione dal vero ma si occupò anche di fotografia.


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