FIOR DI VIRTU’ DI AMERIGO VESPUCCI (RICC. 1774) – ARTCODEX

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ARTCODEX

  • Tecnica: editoria di pregio

  • Certificato: SI
  • Tiratura: ES. 58/999
  • Codice prodotto: LMBAC001

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DESCRIZIONE

OPERA COMPLETA E IN OTTIMO STATO COMPLETA DI GUANTI E PERGAMENA.

Amerigo Vespucci

Terzo figlio di Nastagio Vespucci, notaio fiorentino, e della nobildonna Elisabetta Mini, nacque a Firenze il 9 marzo 1454. Nel 1489, su incarico del banchiere Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, si trasferì a Siviglia dove conobbe Cristoforo Colombo. Durante un viaggio al servizio del Portogallo nel 1501, notò che l’estensione delle zone scoperte si spingeva fino al 50º grado di latitudine sud, comprendendo di essere in presenza di un continente fino ad allora sconosciuto, anche grazie alla cultura umanistica in cui lo aveva educato fino da ragazzo lo zio Giorgio Antonio, noto letterato, che si univa all’esperienza mercantile propria della sua famiglia, un valore aggiunto di grande peso.
Navigatore e profondo studioso dei mari, durante i suoi viaggi esplorò gran parte delle coste orientali del Sud America. La sua figura è molto controversa, a causa delle sue lettere la cui autenticità è stata spesso messa in discussione, ove parla del Mundus Novus, il Nuovo Mondo. La loro rapida diffusione indusse il cartografo Martin Waldseemüller a usare il genere femminile (America) del nome latinizzato Americus per indicare il nuovo continente in una carta del mondo disegnata nel 1507, contenuta nella Cosmographiae Introductio. L’idea di Waldseemüller era che l’appellativo si riferisse all’attuale America meridionale, cioè alle terre toccate da Vespucci.
Nel 1508 Amerigo Vespucci fu nominato dal re Ferdinando II di Aragona “Piloto Mayor de Castilla”, diventando il responsabile dell’organizzazione delle spedizioni e della formazione di piloti e cartografi, insegnando loro l’uso del quadrante e dell’astrolabio. Morì nel 1512 a Siviglia.

Il Fior di Virtù e La Sfera – codice 1774 della Biblioteca Riccardiana di Firenze

In un prezioso codice si nasconde un indizio fondamentale sulla cultura dell’uomo che dette il nome al mondo nuovo e si comprende perché lui, colto mercante, e non altri, per quanto grandi navigatori, ebbe coscienza della più grande scoperta dell’età moderna. Capolavoro della miniatura fiorentina del Quattrocento, prezioso codice scritto di pugno dal celebre Amerigo Vespucci, colui che diede il nome al Mondo Nuovo.
È uno dei testi più illustrati, soprattutto nel XV secolo: una raccolta di storie dal significato moraleggiante che ha come protagonisti gli animali, a cui, in relazione alle loro caratteristiche comportamentali, si correlano insegnamenti di vita. Questo sistema, codificato dalla cultura classica, di contrapporre vizi e virtù e, attraverso l’artificio letterario dell’apologo, di divulgarlo anche agli strati sociali meno colti regge fino al mondo fantastico di Walt Disney e oltre.
L’apparato illustrativo del manoscritto Riccardiano 1774 conservato nella Biblioteca Riccardiana di Firenze, si deve alla mano di Mariano del Buono, un grande miniatore attivo a Firenze nella seconda metà del ‘400, che realizza splendide immagini pur nelle ridotte dimensioni, in un formato imposto dalla struttura della pagina e abbastanza tipico per questa tipologia di testi.
Il codice è suddiviso in due parti: la prima è dedicata al Fior di Virtù, mentre la seconda alla Sfera, un poemetto di argomento mitologico e geografico, reso importante anche per la presenza di preziose carte attribuito a Goro Dati, politico e mercante di seta, che ebbe all’epoca vasta notorietà e diffusione. È davvero suggestivo immaginare che Amerigo poco più che adolescente abbia copiato questo testo, quasi un presagio per il suo futuro di mercante navigatore, colto e astuto.


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