Franca Pisani – Archivio Segreto 7

Franca Pisani – Archivio Segreto 7

Pisani Franca

L’opera è stata pubblicata su “Franca Pisani – 53a Biennale di Venezia”

  • Tecnica: Tela, ossido, rame
  • Dimensione: 150x150
  • Anno: 2009

  • Certificato: Arte Investimenti, autenticità confermata dall'Archivio Franca Pisani
  • Codice prodotto: FDES001

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DESCRIZIONE

L’opera è stata pubblicata su “Franca Pisani – 53a Biennale di Venezia”

L’opera si rifà ad un linguaggio estetico informale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie correnti informali sono certo collegate all’Espressionismo Astratto americano, soprattutto per quanto riguarda la componente gestuale, ma si spingono oltre per quanto concerne il rifiuto di qualsiasi elemento figurativo, anche geometrico. La loro ricerca si spinge piuttosto verso la materia con cui compongono le loro opere. Da sempre impegnata nella ricerca di linguaggi estetici sperimentali, al fine di sovvertire le regoli della figurazione tradizionale e raggiungere una piena libertà creativa, l’artista e performer Franca Pisani ha da tempo trovato in un informale più specificatamente segnico la cifra stilistica ad essa più congeniale.

Per Franca Pisani il segno è un elemento di ribellione passiva nei confronti di un’arte appesantita dalle sovrastrutture storiche che si porta dietro. Franca è dunque alla ricerca di un segno che sia tracciato manuale e atto creativo puro. Per questo il segno, nella maggior parte delle sue opere, si configura come un tracciato irregolare, soggetto quasi ad uno sviluppo spontaneo di diramazioni e connessioni allo stesso tempo. Inoltre il segno deve essere anche qualcosa di tangibile, che entri nella dimensione reale dello spettatore ed esca, definitivamente, da una dimensione astratta. Per questo le composizioni di Franca Pisani acquisiscono spesso una connotazione materica e tridimensionale data dall’uso, insieme ai media pittorici, di materiali concreti come gli ossidi. In questa opera il gesto dell’artista assume un carattere raccolto e concentrato. La composizione è molto scenografica, occupando uno spazio ridotto nello spazio indefinito e decontestualizzato dello sfondo nero. In questo caso il segno di Franca Pisani si sviluppa quasi come un’incisione. Infatti in questa opera la materia usata va a formare un cretto alla Alberto Burri ed è su questa superficie vibrante che Franca Pisani lascia i suoi segni, incisi con un gesto volutamente grezzo e, perciò, più espressivo.

Franca Pisani nasce a Grosseto nel 1956 da una famiglia di artiste. A nove anni, incoraggiata da un precoce talento, frequenta lo studio dello scultore e pittore Alessio Sozzi, che le insegnerà tutte le tecniche pittoriche: l’affresco, l’olio, il pastello, l’acquerello, tecniche miste, ma soprattutto la scultura rifacendosi alle tecniche etrusche, l’argilla e i colori delle terre. Il Maestro Sozzi la incoraggia a perseguire con tenacia l’arte e gli studi a Firenze, la culla del Rinascimento. Studentessa frequenta con grande passione la Galleria degli Uffizi, non sa ancora che la sua opera sarà collocata proprio lì, nel Corridoio Vasariano, nella Collezione degli Autoritratti. Nel dicembre 2014 infatti partecipa alla “Mostra Dietrofront” agli Uffizi e, dopo la mostra, il suo autoritratto entra insieme a quello di Bill Viola nel Corridoio Vasariano.


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