Francesco Trombadori – Fichi d’India e mulino

Francesco Trombadori – Fichi d’India e mulino

Trombadori Francesco

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 40x50
  • Anno: 1956

  • Codice prodotto: GANG001

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una costante aspirazione per i pittori. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica, nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. In questo caso specifico ci troviamo di fronte ad una bellissima prova di paesaggio rurale e il soggetto dell’opera è costituito da un suggestivo scorcio di un borgo di campagna.

Questo bellissimo paesaggio, così essenziale, quasi minimale nel suo razionalismo, è esemplare della produzione dell’artista Francesco Trombadori. La vicenda artistica di questo pittore siciliano, infatti, lo ha portato ad avvicinarsi al movimento che si riunì intorno alla rivista di Margherita Sarfatti “Valori plastici” e che, conseguentemente, diede vita al gruppo del Novecento Italiano. La prerogativa principale di questo ambito pittorico risiede in una reazione allo sperimentalismo delle avanguardie per un ritorno alle radici della pittura italiana. Questa tradizione viene individuata soprattutto nell’esaltazione dei valori plastici che, nell’opera di Trombadori e di altri artisti di Novecento, assume un carattere decisamente metafisico. Infatti il forte carattere oggettivo della rappresentazione viene esaltato dalla purezza delle linee e delle forme, illuminate, oltretutto, da una luce fredda che genera ombre leggere. Il fascino del fare pittorico di Francesco Trombadori sta tutto in questa fredda razionalità che lo porta a trasfigurare il mondo sensibile in una dimensione che non è definitivamente surreale, ma si trova sospesa in quello che da molti critici è stato definito “realismo magico”.

Francesco Trombatori, conosciuto come Trombadori, nacque a Siracusa nel 1886 e scomparve a Roma nel 1961. Studiò a Roma all’Accademia di Belle Arti e partecipò alla Secessione del 1913 con dipinti di impronta divisionista. In seguito entrò in contatto con l’ambiente di Valori Plastici e volse quindi la sua ricerca nell’ambito del movimento del Novecento dipingendo opere dalle atmosfere domestiche di nitore purista; dal secondo dopoguerra si dedicò prevalentemente al paesaggio.


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