Franco Angeli – Half Dollar

Franco Angeli – Half Dollar

Angeli Franco

L’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di elementi segnici e nella loro ripetizione seriale. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo […]

  • Tecnica: Smalto su tela
  • Dimensione: 120x70
  • Anno: Anni '80

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: MCAR001

Visualizzazioni 644

DESCRIZIONE

L’opera si rifà ad un’estetica pop nell’uso di elementi segnici e nella loro ripetizione seriale. La Pop-Art nasce negli Stati Uniti nella seconda metà del XX secolo come interesse/critica, da parte degli artisti, verso la contemporanea “società dei consumi”. Tutte le espressioni della Pop-Art presuppongono una sorta di doppio legame con il mondo del consumismo e dei mass-media. Da una parte è l’opera d’arte che si abbassa a mero prodotto di consumo, grazie all’uso del linguaggio pubblicitario nelle opere e alla loro riproduzione seriale grazie a procedimenti meccanici. Dall’altra sono proprio le immagini pubblicitarie e i beni di consumo a diventare essi stessi opere d’arte, in quanto espressione più genuina e veritiera della nuova società.

L’opera fa parte della celebre serie realizzata da Franco Angeli con le immagini della moneta da quattro dollari. La genesi che ha portato alla realizzazione di quest’opera ha una forte connessione con la pop-art, nel momento in cui un palese simbolo di consumo viene elevato ad oggetto artistico. In tutta la produzione è implicita la riflessione sulla serialità e i processi meccanici in quanto la stessa immagine torna più volte anche nella stessa opera (come in questo caso). Ma l’interpretazione che Angeli dà del marchio, del simbolo del consumismo è pittorica, sporcata, quasi, da una composizione che vuole essere anche espressiva su un piano emotivo.

Franco Angeli, pittore romano nato nel 1935, a partire dagli anni ’60 fece parte della Scuola di Piazza del Popolo. Si tratta di un gruppo di pittori, di cui faceva parte anche Mario Schifano, che si riuniva al Caffè Rosati ed era accomunato da un linguaggio artistico che si rifaceva alla Pop Art ma secondo una nuova sensibilità che risentiva anche delle sperimentazioni dell’Espressionismo Astratto Americano. E’ spiccatamente Pop l’uso di simboli della società dei consumi, ripetuto in maniera seriale, ma la loro interpretazione pittorica, sporca o materica o con tecniche gestuali come il dripping, ne dà una nuova visione e una diversa riconfigurazione.


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