Franco Fiabane – Senza titolo – RMAR001

Franco Fiabane – Senza titolo – RMAR001

Fiabane Franco

  • Tecnica: Multiplo
  • Dimensione: 74x54

  • Codice prodotto: RMAR001

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DESCRIZIONE

Le tematiche a sfondo sociale e dedicate alla dimensione del lavoro nell’arte cominciano a prendere rilievo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i primi pittori molto impegnati su temi sociali ricordiamo Pellizza da Volpedo e, in epoca contemporanea, Renato Guttuso. In questa grafica realizzata dallo scultore Franco Fiabane viene rappresentata una scena ambientata in un cantiere. Tuttavia, possiamo dire, che in quest’opera, piuttosto che un carattere di rappresentazione sociale, prevale un intento celebrativo del lavoro, come espressione della forza e dell’ingegno dell’uomo.

L’opera è davvero molto interessante, in quanto ci mostra le capacità disegnative di un artista come Franco Fiabane che ha dedicato, in gran parte, la sua carriera alla scultura. Capacità che si rivelano davvero straordinarie, infatti la scena viene descritta con un linguaggio chiaro ma, allo stesso tempo, di grande rilevanza stilistica. La composizione, infatti, nella sua intelligibilità didascalica, appare calibrata e studiata in ogni suo dettaglio. L’originalità dell’impostazione si basa sui vari livelli del racconto, che instaurano un gioco di sovrapposizioni di immagini e di colori. Dal punto di vista formale, inoltre, il segno grafico usato da Franco Fiabane è eccellente nel delineare i soggetti con precisione e renderli vivi con un concitato tratteggio che li sfuma con lievi ombreggiature.

Franco Fiabane è nato a Belluno, città dove vive ed opera, nel 1937. L’iniziazione all’arte avvenne con la bottega artigiana, frequentata fin da giovanissimo, avendo come maestro il padre Berto, scultore di notevole talento, cui si aggiunge più tardi la collaborazione a fianco dello scultore Augusto Murer. Dal 1974 in poi, stimolato da un crescente successo di pubblico e di critica, inizia la sua attività espositiva in Italia e all’estero e la sua partecipazione a concorsi per opere pubbliche. Non si possono non ricordare, tra le commissioni realizzate, la Resurrezione con superstiti sant’Antonio nella chiesetta del Vajont; la Madonna di Loreto all’Aeroporto di Belluno; il Monumento degli Alpini di Castion; il Monumento ai Caduti per l’Ideale di Soverzene; la Deposizione per una cappella a Mogliano; il Tabernacolo, l’Annunciazione e il Crocefisso nelle Sale ricreative di Bolzano.


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