Franco Gulino – Volto di Cristo (dalla Vocazione di San Matteo di Caravaggio)

Franco Gulino – Volto di Cristo (dalla Vocazione di San Matteo di Caravaggio)

Gulino Franco

Il soggetto iconografico del volto di Cristo ha origini antichissime ed è connesso con la leggenda della Veronica. L’episodio per cui le vere fattezze del Cristo rimasero impresse su un panno che una donna usò per asciugargli il volto è raccontato anche dai Vangeli. Tale donna venne identificata come Veronica probabilmente dall’assonanza con le parole […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 40x30

  • Codice prodotto: GINC008

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DESCRIZIONE

Il soggetto iconografico del volto di Cristo ha origini antichissime ed è connesso con la leggenda della Veronica. L’episodio per cui le vere fattezze del Cristo rimasero impresse su un panno che una donna usò per asciugargli il volto è raccontato anche dai Vangeli. Tale donna venne identificata come Veronica probabilmente dall’assonanza con le parole latine “Vera Icon”. Fin dall’epoca paleocristiana, dunque, il volto di Cristo è oggetto di una particolare venerazione. La sua rappresentazione ha attraversato tutta la Storia dell’Arte occidentale. Dalle prime rappresentazioni iconiche di epoca paleocristiana e alto medievale si è arrivati via via a descrizioni sempre più naturalistiche (a partire dal Rinascimento) o realistiche (tipiche dell’Arte Fiamminga). Questo volto di Cristo è stato ripreso dalla famosissima opera di Caravaggio, la “Vocazione di San Matteo”, realizzata tra il 1599 e il 1610 per la Cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.

L’artista Gulino in questa opera mostra di rispettare in pieno il modello caravaggesco. Infatti, con una tecnica straordinaria, egli riesce a replicare perfettamente il volto di Cristo così come appare nella “Vocazione di San Matteo”. Quando si prende ispirazione da Caravaggio, ovviamente, risulta fondamentale l’uso che si fa della luce nello spazio dell’opera. Gulino dimostra di essere all’altezza di questa sfida, riuscendo a far emergere dal fondo oscuro la figura di Cristo con grande evidenza plastica, proprio grazie all’azione della luce. Il tocco pittorico è leggero e sfumato nel descrivere la carnagione, ma deciso nel delineare le profonde ombre che attraversano la figura. Tutto viene reso con un perfetto naturalismo, a dimostrazione dell’abilità esecutiva di questo pittore.

Franco Accursio Gulino, pittore, scultore, poeta, video-artista, è nato a Sciacca nel 1949. Sin dall’inizio della sua attività riceve importanti riconoscimenti e premi ed è impegnato in numerose mostre. La personale Design and the Embalmer è presentata a New York presso l’Istituto Italiano di Cultura (1997) e l’anno successivo presso The Art Gallery at Brooklyn College e presso la Allen Priebe Gallery nel Wisconsin. Nel 1999 viene presentata In/Out a cura di “La centrale dell’arte” di Roma presso i Cantieri Culturali della Zisa di Palermo. Nel 2011 viene inaugurata a Nairobi, in Kenia, la mostra Camminanti, parola che raccoglie in sé la storia dei migranti, dei clandestini, degli uomini in viaggio e in trasformazione a cui Gulino dedica la sua pittura da oltre un ventennio. Nel 2019 viene invitato ad esporre alla I° Biennale di St. Moritz, in Svizzera, e nello stesso anno le opere del ciclo Black Friday sono esposte in una mostra personale presso l’Hôtel de Paris di Monte-Carlo.


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