G. De Nittis – Senza titolo

G. De Nittis – Senza titolo

De Nittis G.

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 65x80

  • Codice prodotto: SVAZ001

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DESCRIZIONE

Il dipinto può essere definito una scena di genere, ovvero la rappresentazione di un episodio di vita quotidiana che, apparentemente, non ha alcun elemento significativo. Questo tipo di soggetti domestici furono a lungo considerati come minori e cominciarono a diffondersi, nell’arte occidentale, solo a partire dal XVII secolo. Solo con lo sviluppo delle correnti realistiche ottocentesche i soggetti della vita di tutti i giorni furono considerati della stessa importanza di quelli storici o religiosi. La qui presente opera è perfettamente in linea con il contesto appena delineato, sia per quanto riguarda lo stile sia per il soggetto. Una corsa in carrozza in un affollata strada urbana, ovvero un episodio quotidiano di squisito gusto borghese: è un tipo di rappresentazione che si colloca perfettamente in un ambito pittorico ottocentesco tra Realismo/Verismo ed Impressionismo. Ambito all’interno del quale il pittore pugliese Giuseppe De Nittis è stato uno dei principali interpreti. Il tema borghese e soprattutto la descrizione di dame elegantemente vestite è uno dei soggetti preferiti da questo artista, tanto che venne soprannominato “il pittore delle parigine”.

Come si è già anticipato l’opera, stilisticamente, si inserisce in una cornice di tipo realista e impressionista. Lo possiamo constatare già a partire dalla composizione. Infatti l’episodio catturato dalla quotidianità borghese viene fermato sulla tela in maniera fugace, praticamente istantanea, come se l’artista avesse scattato una foto al momento (il che la dice lunga sullo stretto legame tra la nuova arte della fotografia e le correnti pittoriche di fine Ottocento). Da questo punto di vista la composizione dell’opera è molto eloquente visto il taglio diagonale dell’inquadratura, mentre il carattere provvisorio, quasi in movimento, dell’immagine viene confermato dalle figure dei cavalli tagliate, che non entrano completamente nella scena. La situazione transitoria e irripetibile viene confermata anche dalla stesura pittorica, la quale, tramite un tratteggio decisamente dinamico, concorre a fissare una precisa situazione di luce e di atmosfera. Il tutto rispettando una perfetta coerenza tonale su tutta la superficie dell’opera. La carrozza esce dall’oscurità della sera illuminata dalla luce dei lampioni i quali gettano bagliori rossastri sullo sfondo. Altri riflessi di luce si riverberano dai manti dei cavalli marroni, mentre le due dame in primo piano sono completamente immerse nella luce. Quella realizzata dall’artista è una perfetta regia luministica ed atmosferica. Ci troviamo di fronte ad un stilo pittorico di tipo squisitamente realista che cerca di rendere sulla tela la complessità della vista umana in una situazione momentanea ed irripetibile.

L’opera è stata attribuita a Giuseppe De Nittis, uno dei massimi esponenti della pittura italiana ottocentesca, nato a Barletta nel 1846 e scomparso Saint-Germain-en-Laye nel 1884. De Nittis, già nei primi anni della sua formazione a Napoli, si mostrò insofferente verso la pittura accademica preferendo dedicarsi alla pittura all’aria aperta in una spiccata propensione per le poetiche realiste. A Firenze, nel 1866, si avvicinò alla corrente dei Macchiaioli e l’anno dopo si trasferì a Parigi dove entrò in contatto con l’ambiente che diventerà la culla dell’Impressionismo. De Nittis toccò il vertice della sua fama proprio nell’esposizione del 1874 presso lo studio del fotografo Nadar che dell’Impressionismo segnò l’atto di nascita. Anche se c’è da dire che l’artista pugliese rimase legato più ad un’estetica realista che ad una completa adesione all’impressionismo. In questo senso lo stile di De Nittis potrebbe essere coerente con la qui presente opera, nella quale, appunto, non constatiamo una sublimazione dei dati sensibili nella luce e nell’atmosfera come sarà proprio dell’Impressionismo per mezzo di un tratteggio che arriverà al disfacimento della forma. L’artista autore dell’opera usa ovviamente una pennellata molto dinamica la quale, tuttavia, rimane nei confini di una descrizione estremamente realistica e particolareggiata. Rimane costante, ovviamente, l’intento di rendere la complessità della vista umana nelle vibrazioni luminose ed atmosferiche che si riverberano dagli oggetti.


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