Gaspare Diziani – La predica del Battista

Gaspare Diziani – La predica del Battista

Diziani Gaspare

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 68x52

  • Codice prodotto: FBUS003

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DESCRIZIONE

La figura di San Giovanni Batista è una delle più diffuse tra i soggetti dell’arte sacra, sia occidentale ma anche orientale. La sua importanza risiede nel fatto che, oltre ad essere parente di Cristo ne fu un anticipatore e quasi una figura speculare nella sua predicazione e nel suo martirio. Inoltre fondò uno dei sacramenti principali della religione cristiana. Gli attributi iconografici fondamentali, che tornano in ogni rappresentazione artistica del Battista, sono sempre gli stessi e lo rendono una figura inconfondibile nella produzione artistica religiosa. Egli appare, invariabilmente, come un giovane dai capelli lunghi e la barba incolta. L’aspetto selvatico è enfatizzato dalla immancabile veste fatta di pelle di animali. Altro attributo fondamentale è il
bastone a forma di croce, annunciante il sacrificio di Cristo. In questa opera il Battista viene rappresentato in un episodio non specifico ma in una generica scena di predicazione, ambientata in una natura idilliaca ed alla presenza di diversi astanti.

L’opera è molto significativa dell’ambiente pittorico in cui è stata prodotta, dato il suo tono aulico di stampo classico e il suo chiarismo cromatico tipico della pittura veneta del Settecento. L’impostazione dell’opera si distingue per il perfetto equilibrio della composizione. La figura del Battista appare in posizione perfettamente centrale, esaltata dalla cornice naturale creata dai fusti degli alberi. Egli si staglia su una posizione elevata, mentre gli astanti si dispongono intorno ad esso a semicerchio creando uno spazio concreto. Tutto il carattere dell’opera è magniloquente. Lo si avverte nei gesti solenni di tutti i personaggi e nelle loro pose studiate che rievocano la statuaria classica antica (il giovane disteso in primo piano sembra quasi una citazione). Così come il contesto naturale, completamente idealizzato, costituisce lo sfondo più adatto a riecheggiare la grandezza dei gesti dei personaggi. L’ampia cornice paesaggistica rimane, comunque, in un perfetto rapporto di equilibrio con i soggetti. Molto importante è rilevare che, nonostante il carattere decisamente aulico dell’opera, vi è presente una certa affettazione tipicamente settecentesca ravvisabile anche nel cromatismo del dipinto. Essa è infatti impostata, come abbiamo già accennato, su una prevalenza di toni chiari che diffondono nello spazio una luce dai riflessi dorati, mentre nelle vesti spicca la brillantezza, preziosa, dei blu e dei rossi. La resa naturalistica è perfetta, con un dolce sfumato che accompagna lo sguardo verso il paesaggio in lontananza.

L’opera è stata attribuita a Gaspare Diziani, artista veneto nato a Belluno nel 1689 e scomparso a Venezia nel 1767. Dapprima si formò presso Antonio Lazzarini, in seguito si trasferì a Venezia dove completò il proprio tirocinio prima presso Gregorio Lazzarini e poi presso Sebastiano Ricci. Particolarmente evidente, in Diziani, è l’insegnamento del Ricci, per il plasticismo delle forme e il chiarismo della tavolozza. Per un periodo lavorò in Germania, a Dresda e Monaco di Baviera. Poi fu a Roma, al servizio del cardinale Pietro Ottoboni. Il resto della vita lo passò a Venezia dove fu fondatore e presidente della “Veneta accademia di pittura, scultura e architettura”.


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