Gianni Brusamolino – Senza titolo

Gianni Brusamolino – Senza titolo

Brusamolino Gianni

  • Tecnica: Grafica su carta
  • Dimensione: 40x29
  • Anno: 1967

  • Tiratura: 1/20
  • Codice prodotto: SNUS001

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DESCRIZIONE

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’età classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione della figura femminile è un’espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti, oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata del corpo umano, la figura femminile è stata protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel cubismo, nell’espressionismo e nel surrealismo.

In questo studio, l’eclettico artista Gianni Brusamolino, sempre pronto a sperimentare linguaggi nuovi e diversi, dà un’interpretazione della figura femminile quasi metafisica. Infatti la figura ha sicuramente un’impostazione classica, nell’esaltazione dei sui valori plastici monumentali. La resa, tuttavia, viene costruita su una razionalità di volumi che rende la figura enigmatica e misteriosa. Eccellente è la tecnica di Gianni Brusamolino che dimostra la sua abilità anche nel segno grafico.

Gianni Brusamolino è nato a Cassano d’Adda nel 1928. Nel 1947 vince il primo premio di pittura e l’anno successivo quello di disegno in due concorsi indetti dal Ministero della Cultura a Roma. Negli stessi anni si stabilisce a Milano e si iscrive a Brera. Qui segue i corsi di Carlo Carrà, Marino Marini ed è attivo nella vita artistica milanese. Nel 1953 arriva la prima mostra personale a tema alla Galleria Schettini. Tra gli anni ’50 e gli anni ’70 la carriera di Gianni Brusamolino si divide tra Italia e Francia, dove instaura una proficua collaborazione con Paul Richard. Sempre negli anni ’70 progetta in collaborazione con Alberto Veca il manifesto teorico “Per una determinazione di spazio plastico”. Nel 1983 è invitato a tenere una mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Negli anni Novanta continua a lavorare contemporaneamente alla pittura e alla scultura, sui temi “Lungo Suono”, “Tra-Perari” (sculture) e “Guardiani-Guerrieri” (pittura e scultura). Nel 1994 arriva la prima grande rassegna antologica all’Angelicum di Milano.


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