Gianni Fichera – Venezia

Gianni Fichera – Venezia

Fichera Gianni

L’estetica surrealista nasce intorno agli anni ’20 del XX secolo riguardando tutti i campi della ricerca artistica. Per quanto concerne un discorso legato più propriamente alle arti visive, il surrealismo si pone come volontà di indagare il subconscio umano e riversarlo sull’opera d’arte attraverso un procedimento di scrittura meccanica basato sull’analisi dei sogni. Di conseguenza […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x60
  • Anno: 1980

  • Codice prodotto: MESP009

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DESCRIZIONE

L’estetica surrealista nasce intorno agli anni ’20 del XX secolo riguardando tutti i campi della ricerca artistica. Per quanto concerne un discorso legato più propriamente alle arti visive, il surrealismo si pone come volontà di indagare il subconscio umano e riversarlo sull’opera d’arte attraverso un procedimento di scrittura meccanica basato sull’analisi dei sogni. Di conseguenza le opere d’arte surrealiste propongono la rappresentazione di una dimensione onirica, completamente dissociata dalla realtà. Tuttavia, spesso, tale rappresentazione si appoggia ad una resa formale di carattere iperrealistico, proprio per accentuare, paradossalmente, il carattere illusorio e ambiguo della dimensione surreale.

L’opera è davvero molto interessante, in quanto ci mostra come anche l’interpretazione di un soggetto naturalistico e paesaggistico nel linguaggio pittorico di Gianni Fichera possa assumere dei tratti surreali ed onirici. Innanzitutto constatiamo come dal punto di vista formale lo stile sia freddamente oggettivo (in linea con il Surrealismo storico e con il suo maggior rappresentante Dalì). La rappresentazione concede poco o nulla ad effetti atmosferici e pittorici cosicché tutta la scena è trasfigurata in una dimensione visionaria, congelata in una livida luce lunare. Anche dal punto di vista dell’ideazione del soggetto il pittore rispecchia una certa volontà di superare la realtà sensibile: soprattutto le bizzarre conformazioni rocciose (che guardano ancora a Dalì) sono costruite con un disegno magmatico e vorticoso, dando l’impressione che non appartengano alla nostra dimensione.

Giovanni Fichera, conosciuto anche come Occhiolà, è nato a Catania nel 1925. La sua produzione artistica si distingue per una ritrattistica di tipo espressionista e creazioni fantastiche e bizzarre che si rifanno al Surrealismo. Ha esposto le sue opere in tutto il mondo ottenendo importanti riconoscimenti a livello internazionale. Hanno parlato di lui fra gli altri: Carlo Sirtori, il Cardinale Martini, Giovanni Paolo II, Giorgio Mascherpa, Paolo Levi, Pierluigi Bozzia, Renato Guttuso, Bruno Cassinari, Silvio Ceccato, Carlo Franza.


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