Gino Paolo Gori – Presso la stalla

Gino Paolo Gori – Presso la stalla

Gori Gino Paolo

  • Tecnica: Cartoncino telato
  • Dimensione: 10x15

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: PDIC002

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DESCRIZIONE

L’opera può essere definita una scena di genere, ovvero la rappresentazione di un episodio di vita quotidiana che, apparentemente, non ha alcun elemento significativo. Questo tipo di soggetti domestici furono a lungo considerati come minori e cominciarono a diffondersi, nell’arte occidentale, solo a partire dal XVII secolo. Solo con lo sviluppo delle correnti realistiche ottocentesche i soggetti della vita di tutti i giorni furono considerati della stessa importanza di quelli storici o religiosi. In particolare furono gli impressionisti a prediligere soggetti legati alla vita moderna in ambientazioni urbane e borghesi, mentre, in Italia, movimenti come quelli dei divisionisti o dei macchiaioli, si dedicarono a tematiche relative al lavoro ed alla vita nei campi. A questo tipo di tradizione, soprattutto quella macchiaiola, si avvicina il toscano Gino Paolo Gori nella sua produzione pittorica composta soprattutto da scene di vita della campagna.

Non solo nella scelta del soggetto, ma anche nel linguaggio pittorico Gino Paolo Gori si ricollega alla tradizione toscana macchiaiola. Egli infatti usa una stesura a macchia che determina i soggetti in maniera sì estremamente sommaria, ma sicuramente viva e profondamente espressiva. È un tipo di rappresentazione che guarda ad un fare artistico di tipo neompressionista. Anzi, nello specifico, nell’elaborazione di questa opera Gori sembra citare consapevolmente i Macchiaioli rifacendosi a quel senso di solitudine contadina che è tipica del gruppo toscano. Una certa differenza, invece, la possiamo notare nelle scelte cromatiche. La tavolozza di Gori risulta maggiormente espressionista composta di colori vividi che si distanziano dalle tonalità terrose dei macchiaioli.

Gino Paolo Gori (Firenze, 1911 – 1991). Iniziò a dipingere giovanissimo e presto una sua opera venne notata da Beppe Ciardi, che volle conoscere il giovane pittore e lo esortò a continuare su quella strada intuendo le sue grandi potenzialità. La sua prima mostra personale risale al 1932, presso la Società Belle Arti di Firenze. Nel 1935, con la sua seconda mostra personale alla Galleria Firenze, fu consacrato pittore, oltre che dal pubblico anche dalla critica, che cominciò a seguire con assiduità la sua attività. Dagli anni del dopoguerra, la sua ascesa fu costante, sì da farlo diventare pittore “alla moda”. La sua pittura, può inserirsi nel filone Neo-impressionista, e c’è chi lo ha paragonato ad un Renoir italiano. Negli anni cinquanta sono stati molti i suoi soggiorni a Parigi ma la sua attività di artista lo portò spesso anche in Spagna, Grecia, Marocco, Turchia, Egitto e Russia. I suoi soggetti più famosi sono i cavalli, le carrozzelle fiorentine e gli asinelli (i famosi “ciuchini”).


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