Giorgio Chiesi – Senza titolo

Giorgio Chiesi – Senza titolo

Chiesi Giorgio

  • Tecnica: Smalti e collage su PVC
  • Dimensione: 15x20

  • Certificato: Galleria, Archivio (C.A. 1789)
  • Codice prodotto: lcal0010

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DESCRIZIONE

Nella storia dell’arte spesso si può fare una netta distinzione tra correnti stilistiche figurative o astratte. Quando, però, l’obiettivo di un’artista è quello di rappresentare un oggetto che abbia riscontro con la realtà fenomenica ma, allo stesso tempo, sia carico di significati reconditi e simbolici, questo confine può diventare labile. Anche alcuni artisti dell’Espressionismo Astratto americano, come Willem De Kooning, in alcune opere hanno interpolato la gestualità dell’astrazione ad alcuni elementi figurativi. Altri, come Jean Dubuffet sono riusciti a coniugare un’estetica decisamente informale alla creazione di figure grottesche. A questo tipo di suggestioni, nonché all’esistenzialismo di Bacon e Giacometti, si ispira anche la ricerca di Giorgio Chiesi, i soggetti delle cui opere consistono in bizzarre figure antropomorfe inserite in un originale contesto di linguaggi espressionisti astratti ed informali.

Questo dipinto è davvero esemplare della ricerca di Giorgio Chiesi, riportando in un’unica opera le tante suggestioni che alimentano la sua maniera artistica. Il principio fondamentale da cui parte Chiesi è, innanzitutto, una mediazione tra l’istintualità di una tecnica gestuale ed una chiave di lettura che abbia un appiglio, benché minimo, nella realtà fenomenica. Viene così a crearsi una tipica figura grottesca che nella stesura ricorda De Kooning mentre nello spirito, sarcastico, bizzarro e paradossale, ci riconduce al brutalismo di Dubuffet. In concomitanza non manca l’elemento proveniente direttamente dalla realtà, con l’innesto, tramite collage, di uno spartito musicale, una figura di San Sebastiano ed altri elementi di non facile individuazione. Ciò che è certo è il riferimento alle neodadaiste poetiche dell’oggetto, per cui anche elementi di scarto entrano di diritto nell’opera, come simboli della contemporanea società. L’insieme della composizione, così ricca di riferimenti mediatici ma di difficile interpretazione, può essere annoverato, a pieno titolo, nell’incomunicabilità delle correnti informali.

Giorgio Chiesi è nato a Felina nel 1941 e scomparso a Sant’Andrea di Busseto nel 2021. Trasferitosi a Milano, fino ai primi anni ’60 svolge varie attività e il lavoro non gli permette di dedicarsi a tempo pieno alla pittura, che già si manifesta come il suo interesse primario. In seguito realizza 80 personali e 80 collettive, in tutta Italia, in gallerie private e spazi pubblici. Il percorso artistico del maestro Giorgio Chiesi parte dal realismo sociale degli anni ’60 per proseguire negli anni ’70, ’80 e ’90 con un espressionismo ispirato a Bacon e Giacometti, nel quale l’urlo è il segno di un’umanità disperata. Tra gli anni ’90 e 2000 le figure di Chiesi si fanno più ironiche e caricaturali e nelle sue opere entrano anche gli oggetti della quotidianità, inseriti tramite la tecnica del collage.


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