Giovanni Colacicchi – Senza titolo

Giovanni Colacicchi – Senza titolo

Colacicchi Giovanni

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 78x59

  • Codice prodotto: etes001

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.

Il raffinato simbolismo di Giovanni Colacicchi si esprime non solo nei soggetti più ermetici e dai misteriosi significati reconditi, ma anche nella bellezza e nella semplicità di un genere tradizionale come quello paesaggistico, con un sottile ermetismo ravvisabile tutto nell’esecuzione formale del dipinto. Infatti il simbolismo dell’opera può essere identificato anche nella sua realizzazione, nella definizione di una natura sublime, vagamente sintetica e sicuramente idealizzata. I richiami metafisici alla mancanza della presenza umana e ad un’atmosfera immobile e silenziosa, si uniscono ad un plasticismo rarefatto, tendenzialmente geometrico, dove anche la stesura pittorica fa la sua parte nel conferire agli oggetti una superficie vibrante di vita. La composizione generale dell’opera si adegua a questo rigore, tra la geometria e l’idealizzazione, proponendo una ripetizione quasi seriale degli elementi in un’atmosfera brumosa. Molto suggestivo è l’uso della luce, fredda ed irreale, ad illuminare con differenti intensità le conformità della costa rocciosa e ad individuare gli opalescenti riflessi sulla superficie dell’acqua.

Giovanni Colacicchi nasce ad Anagni nel 1900 e all’età di sedici anni si trasferisce a Firenze dove avviene la maturazione artistica che lo porterà a diventare uno dei più importanti pittori figurativi del gruppo artistico del ‘Novecento Italiano’, di cui fanno parte Carrà, Casorati, De Chirico, De Pisis, Guidi e Morandi, con i quali espone a Milano nel 1926. Dal 1928 al 1948 è invitato alla Biennale di Venezia, nel 1938 Eugenio Montale scrive la presentazione di una sua mostra personale alla Galleria La Cometa di Roma. Dal 1940 al 1970 insegna all’Accademia di Belle Arti di Firenze, di cui per molti anni è il direttore. Oltre ai paesaggi, alle nature morte, ai ritratti e ai grandi quadri di figure, spesso di tema mitologico, esegue numerose grandi decorazioni per edifici pubblici in Italia. Muore nel 1992 a Firenze, ancora immerso nel lavoro.


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