Giovanni Faccioli – San Nicolò

Giovanni Faccioli – San Nicolò

Faccioli Giovanni

  • Tecnica: China e collage su carta
  • Dimensione: 50x60
  • Anno: 1974

  • Codice prodotto: GMIN002

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile. Per il carattere proprio del fare pittorico di Giovanni Faccioli la “Natura Morta” rappresenta un adeguato strumento di ricerca. La disposizione di oggetti concreti in uno spazio concreto, infatti, costituisce uno stimolo perfetto per chi, come Faccioli, ha impostato il proprio linguaggio pittorico su una veste formale di purismo geometrico.

Lo stile pittorico dell’artista Giovanni Faccioli si inserisce in tutto quel movimento di reazione alle avanguardie storiche del XX secolo che può essere identificato con la definizione di “ritorno all’ordine”. Tale reazione vide, in opposizione ai linguaggi astratti ed espressionistici che avevano caratterizzato le sperimentazioni di inizio secolo, un ritorno alla tradizione figurativa con un’esaltazione della forma e dei valori plastici. Giovanni Faccioli si ricollega esplicitamente a questa corrente che, intorno agli anni ’20, veniva interpretata dal movimento Novecento, vestendo le sue opere di una purezza formale dal forte carattere geometrico. La ricerca di Faccioli ha una sensibilità squisitamente contemporanea nella sua aurea metafisica di attesa e mistero, ma guarda anche al passato, volgendo lo sguardo alla grande tradizione italiana rinascimentale di Andrea Mantegna e Piero della Francesca. Tutte queste suggestioni confluiscono nelle opere di Giovanni Faccioli ed è particolarmente evidente nelle nature morte. L’artista si preoccupa di definire uno spazio concreto grazie alla presenza del piano del tavolo che determina la profondità e andando oltre tramite lo sfondamento dell’apertura paesaggistica nello sfondo. Tuttavia la prospettiva di Faccioli non esalta la profondità, ma si sviluppa piuttosto come un’illusionistica sovrapposizione di piani geometrici costruita su nette linee verticali e orizzontali che generano quadrilateri. Gli oggetti si dispongono come forme pure di cilindri e di sfere i cui valori plastici vengono esaltati dal gioco delle ombreggiature e dalla tecnica a monocromo.

Giovanni Faccioli è nato a Colognola a Colli, in provincia di Verona, nel 1942. Fin da giovane si forma presso l’incisore Dante Broglio, imparando le tecniche di riproduzione dal vero e la passione per il figurativo. La sua lunga carriera espositiva inizia nel 1997 con una lunga collaborazione con la galleria Kass di Innsbruck. In seguito ha allestito diverse personali, sia in Italia che all’estero, sopratutto in Austria, Germania e Lussemburgo. Ha sempre incontrato il favore di critica e di pubblico e le sue opere sono conservate in collezioni pubbliche e private. Il fare artistico di Giovanni Faccioli nasce dal profondo studio dell’arte italiana del Trecento e del Quattrocento, in particolare di Mantegna e Piero della Francesca, declinato in una sensibilità contemporanea fortemente metafisica.


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