Giovanni Frangi – Ale a Ponza

Giovanni Frangi – Ale a Ponza

Frangi Giovanni

  • Tecnica: Tecnica mista su tela
  • Dimensione: 120x150
  • Anno: 2004

  • Certificato:
  • Codice prodotto: ADIG001

Visualizzazioni 690

DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.

La produzione dell’artista Giovanni Frangi si fonda essenzialmente su una linea espressionista di sintesi ed astrazione dei soggetti, anche quando questi si rifanno ad un’iconografia tradizionale come quella del paesaggio. L’espressionismo di Frangi si esplica in una sintesi del soggetto condotta tramite linee curve, dall’andamento sinuoso e nella definizione di grandi campiture di colore intenso. Cosa che lo avvicina al Fauvismo. In particolare nella serie di paesaggi come l’opera in oggetto possiamo vedere come l’artista sottoponga la realtà fenomenica a quella sintesi estrema, tra brutalismo ed infantilismo, condotta da segno e colore, che ricorda molto la maniera di Matisse ma che arriva quasi ad esiti informali. Infatti il gesto pittorico assume un ruolo da protagonista che pone lo stile di Frangi in un contesto totalmente contemporaneo. Anche dal punto di vista della tavolozza, la gamma cromatica di questi paesaggi può essere definita davvero espressionista. In questo caso l’aggressività dell’arancione in pieno contrasto con il nero/verde crea un effetto espressionistico estremamente accentuato.

Giovanni Frangi (Milano 1959). Nel 1983, esordisce grazie alla partecipazione ad una mostra collettiva dedicata ai giovani pittori e scultori alla Rotonda di via Besana a Milano. A questa prima esperienza, fa seguito, nello stesso anno, la sua prima personale alla Galleria La Bussola di Torino. Nel 1986 è di nuovo la volta di una personale, che si tiene alla Galleria Bergamini di Milano, il cui catalogo conteneva un testo dello storico dell’arte Achille Bonito Oliva. Nel 1989, per la prima volta, decide di superare i confini nazionali, esponendo alla Galerie du Banneret di Berna, dove farà ritorno nuovamente nel 1990 e nel 1992. Seguiranno le esposizioni a: Barcellona (1989), New Orleans (1993), Carmel (1994), Losanna (1995), Hong Kong (1997), Marsiglia (1998), San Francisco (2000), Los Angeles (2001), Pechino (2005), Hanoi (2007) e Francoforte (2008).


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