Giulio Turcato – Venezia

Giulio Turcato – Venezia

Turcato Giulio

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70

  • Codice prodotto: FMAR001

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DESCRIZIONE

Il soggetto del paesaggio urbano è già presente in epoca Medievale e Moderna, ma prevalentemente in maniera idealizzata. Le scene di vita cittadina diventano temi tipici con un’interpretazione più verosimile a partire dal XIX secolo. Ricordiamo come subito dopo le correnti realiste dell’Ottocento anche gli impressionisti diedero molta rilevanza al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, con un certa predilezione, però, verso la frenesia della città, la folla, il traffico e ambientazioni tipicamente borghesi. Questo dipinto è molto interessante, in quanto ci mostra una testimonianza figurativa di Giulio Turcato, artista che si espresso soprattutto con un’estetica informale. L’opera, dunque, costituisce un un’indicazione importante sulla sensibilità di Turcato nei confronti della realtà fenomenica e sulla sua percezione del mondo.

In questa opera possiamo vedere come la realtà di una veduta urbana venga filtrata dall’introspezione dell’artista Giulio Turcato. È evidente come egli percepisca la realtà in maniera schematica ed essenziale, come un insieme di linee e colori purissimi. Il dato sensibile viene ridotto al minimo, ma Turcato evita la razionalità rigida di un astrattismo geometrico e la sua sintesi risente comunque di quell’istintualità, di quelle energie esistenziali, che conformano anche la sua produzione informale. Infatti la sottilissima traccia che l’artista lascia del paesaggio urbano viene condotta con un tratto vivo e vibrante, in cui la gestualità di Turcato, comunque sempre controllata, viene fuori in piccoli fremiti e sbavature. Dal punto di vista cromatico l’opera si fonda su un perfetto equilibrio, nel dialogo di sapore vagamente pop tra azzurro, arancione e bianco. I colori superano definitivamente la realtà per acquisire una valenza totalmente emotiva e spirituale.

Giulio Turcato è nato a Mantova nel 1912 ed è scomparso a Roma nel 1995, è stato uno dei più importanti rappresentanti dell’Informale italiano. Nel 1942 espone una sua opera alla Biennale di Venezia. L’anno successivo si trasferisce a Roma dove frequenta Guttuso, Corpora e Dorazio e con Emilio Vedova e Toti Scialoja espone alla Galleria dello Zodiaco e alla Quadriennale. Nel 1947 firma il manifesto “Forma 1” e con il Fronte Nuovo delle Arti partecipa di nuovo alla Biennale. In tutta la sua prolifica carriera le partecipazioni alla rassegna veneziana saranno quindici (tra collettive e personali).


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