Giuseppe Onesti – Uccelli e inquinamento

Giuseppe Onesti – Uccelli e inquinamento

Onesti Giuseppe

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 50x70
  • Anno: 1972

  • Codice prodotto: ACIA001

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DESCRIZIONE

Le rappresentazioni di animali nell’arte hanno origini antichissime, tanto da comparire anche sulle pitture rupestri di epoca primitiva. Per questioni di culto vari tipi di animali compaiono nelle testimonianze di diverse civiltà di epoca antica. E’ soprattutto nel medioevo, nell’ambito del Gotico Internazionale, che le raffigurazione di animali si diffondono come veri e propri ritratti dal vero, sia all’interno di opere o nei quaderni di disegni e bozzetti. La presenza degli animali come soggetti nell’arte rimarrà costante fino all’epoca contemporanea. All’interno della vasta e versatile produzione del pittore Giuseppe Onesti quello dedicato agli uccelli risulta un ciclo molto ampio costituito da numerose opere. L’artista ha affrontato una lunga ricerca sulla figura dell’uccello, sulla sua struttura alare e sul dinamismo dei movimenti in volo che lo ha portato a concepire diversi moduli espressivi. La figura dell’uccello viene spesso raffigurata da Giuseppe Onesti come imprigionata, impedita nel volo da legacci che cercano di tenerlo fermo. Il suo sforzo nel cercare di liberarsi per riprendere il volo diviene una potente immagine simbolica e di denuncia sociale della prevaricazione dell’uomo sulla natura. Nel caso particolare di questa opera è proprio l’inquinamento ad imprigionare l’uccello, invischiandolo nelle sue oscure trame.

L’opera è molto significativa nel farci apprezzare quanto sia stata profonda la ricerca espressiva da parte di Giuseppe Onesti all’interno del suo ciclo pittorico dedicato agli uccelli. In questo dipinto, infatti, l’artista arriva ad un registro stilistico quasi informale dove risulta assolutamente prevalente la forza del gesto pittorico. La figura dell’uccello viene praticamente scardinata ed i suoi volumi si espandono sulla tela trasformati in pura materia pittorica. Tramite la veemenza gestuale del pittore viene comunicata, nell’opera, la forza con la quale l’uccello cerca di rompere quei legacci neri che lo attanagliano per riprendere finalmente il suo volo. Tutto, dunque, viene risolto in un impasto coloristico complesso ed estremo che ricorda certe opere di Emilio Vedova. L’artista concede davvero poco alla forma in questa opera, ma quanto basta per comunicare la potenza simbolica del soggetto, in quel movimento dinamico della ali che si dibattono in una lotta quasi disperata. La portata drammatica del tema sviluppato nell’opera coincide perfettamente con la forza drammatica dell’esecuzione, in un lavoro coerente in cui l’artista ha saputo trovare una cifra stilistica a lui congeniale.

Giuseppe Onesti è nato a San Giovanni di Casarsa della Delizia nel 1944. Si è formato in Argentina, dove era emigrato con la sua famiglia, all’Accademia di Belle Arti di Tandil. La sua carriera inizia intorno agli anni Sessanta e lo vede protagonista di più di seicento esposizioni tra personali e collettive non solo in Italia ma anche in Austria, Francia, Germania, Russia, Slovenia, Spagna, Argentina, Canada, Giappone, USA. Oltre che come pittore Giuseppe Onesti è noto anche per le sue performance, happening ed installazioni.


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