Goliardo Padova – Vista su Parma

Goliardo Padova – Vista su Parma

Padova Goliardo

  • Dimensione: 48x32
  • Anno: 1961

  • Codice prodotto: GCAS001

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. Per un pittore come Goliardo Padova, il cui stile fu fortemente influenzato dal chiarismo lombardo, il paesaggio è un soggetto privilegiato proprio per le possibilità intrinseche nell’uso della luce che è al centro delle ricerche di questa concezione pittorica.

Goliardo Padova mostra in quest’opera alcune peculiarità del suo fare artistico. A livello cromatico troviamo proprio quell’immersione nella luce che caratterizza la sua produzione paesaggistica, e la conformazione del paesaggio urbano mostra con chiarezza il consueto tocco calligrafico peculiare di una tecnica in punta di pennello. Tutto è pervaso dalla medesima consistenza immateriale e bidimensionale, tipica di Goliardo Padova e anche degli altri maestri chiaristi. Tipica è anche la sua stilizzazione, ricorrente soprattutto delle vedute urbane: gli edifici vengono costruiti da linee sottili che li connotano come delle costruzioni fragili e delicate. Ogni cosa, infatti, è resa leggera e diafana nel delicato equilibrio cromatico determinato dalla trasfigurazione nella luce. Una luce che spesso e come in questo caso, in Goliardo Padova assume una tonalità gialla e dorata.

Goliardo Padova è nato a Casalmaggiore nel 1909 ed è scomparso a Padova nel 1979. Fu allievo di Guido Marussig presso l’Istituto d’Arte di Parma e, in seguito, si diplomò all’Accademia di Brera. Dal 1931 aderì alla corrente del Chiarismo. In questo periodo espose le sue opere alla Triennale di Monza e in più edizioni del Premio Bergamo. A causa delle sue origini ebraiche, durante la guerra venne deportato. Ritornato in Italia aderì al gruppo Corrente con Ernesto Treccani passando, negli anni ’50, ad uno stile surreale ed informale.


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