Gregorio Sciltian – Senza titolo

Gregorio Sciltian – Senza titolo

Sciltian Gegorio

  • Tecnica: Tecnica mista su carta
  • Dimensione: 15,5x21

  • Codice prodotto: FMEC001

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DESCRIZIONE

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’eta classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione del nudo è la massima espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata del corpo umano, il nudo è stato protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel Cubismo, nell’Espressionismo e nel Surrealismo.

Il documento è estremamente interessante e importante poiché getta una luce su un aspetto inedito e originale dell’artista Gregorio Sciltian. Possiamo infatti constatare come in questo disegno il riconosciuto maestro dell’iperrealismo sia connotato anche da una verve espressionistica davvero vivace. Infatti anche se il soggetto principale del disegno è uno studio sul nudo, tutta la composizione viene interpretata in maniera grottesca, con accenti satirici sulla societa e la stessa figura dell’artista che ricordano l’ironia sferzante della Nuova Oggettivita tedesca o anche l’opera del nostrano Franz Borghese. Dal punto di vista formale è interessantissimo notare come Sciltian sia dotato di un disegno sciolto che, con una linea sinuosa, deforma elegantemente i corpi, li allunga o li rastrema con grandissima naturalezza.

Gregorio Sciltian, italianizzazione di Grigorij Ivanovič Šiltjan (Rostov, 1900 – Roma,1985), è stato un pittore armeno. Nel 1919 a seguito della Rivoluzione d’ottobre lascia la Russia e si stabilisce a Costantinopoli. Il suo stile viene formandosi negli anni Venti, quando ritorna alla figurazione classica, studiando all’Accademia e nei Musei di Vienna le opere del Rinascimento italiano. Nel 1923 si trasferisce in Italia; apre uno studio a Roma e partecipa alla II Biennale romana nel ’25. Roberto Longhi presenta la sua personale alla casa d’arte Bragaglia. Il critico fa il punto sulla peculiarita di una pittura che recupera la tradizione caravaggesca e fiamminga con un realismo di impressionante fedelta fotografica: una perfezione lenticolare raggiunta con una materia dalla cromìa compatta e una tecnica mutuata dalla pittura antica.


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