Gueri da Santomio – Portofino dopo il temporale

Gueri da Santomio – Portofino dopo il temporale

Da Santomio Gueri

  • Tecnica: olio su tela
  • Dimensione: 72x62

  • Certificato: No
  • Codice prodotto: DSER001

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. Le vedute di Gueri da Santomio invece, assumono una connotazione ben specifica in un ambito pittorico novecentesco di tipo realista/verista. Infatti il soggetto scelto da Gueri non implica tanto la volontà di replicare i dati sensibili della natura, quanto quella di inquadrare una realtà sociale, legata ad una situazione quotidiana popolare. La veduta paesaggistica si mescola quasi con la scena di genere, dunque, proprio per questo carattere sociologico che assume la pittura realista.

Come si è già anticipato l’opera, stilisticamente, si inserisce in una cornice di tipo realista. Lo possiamo constatare già a partire dalla composizione. Infatti l’episodio catturato dalla quotidianità popolare viene fermato sulla tela in maniera fugace, praticamente istantanea, come se l’artista avesse scattato una foto al momento. Da questo punto di vista la composizione dell’opera è molto eloquente, la scena è inquadrata con un taglio quasi casuale, leggermente diagonale. All’artista non interessano calibrati rapporti di equilibrio nella composizione, ma preferisce dare alla scena un’autenticità che si può riscontrare nel carattere provvisorio e irripetibile della scena. Per questo Gueri da Santomio, con un tratteggio decisamente dinamico, concorre a fissare una precisa situazione di luce e di atmosfera. Ed è qui che si vede tutto l’eccellente valore tecnico e artistico di un maestro come Gueri da Santomio. Perché la sua vena realista, fondata su uno stile decisamente impressionistico e sintetico, non gli impedisce di descrivere le cose con uno straordinario naturalismo

Bortolo Guerrino Grendene (questo il vero nome dell’artista) nasce nel 1915 a San Tomio di Malo, frequenta la Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza e l’Accademia di Brera. Nel 1947 avviene il suo esordio ufficiale nel mondo dell’arte con una personale allestita a Vicenza. E’ negli anni successivi che si delinea la sua personalità artistica e la sua predilezione per i ritratti ed i paesaggi nei quali si nota l’influenza di impressionisti e macchiaioli. Si fa conoscere anche fuori da Vicenza esponendo in varie città del Veneto in un una collettiva e Roma, con ottime critiche. Viaggia realizzando numerosi lavori, che espone in Italia e all’estero. La sua fama si consolida con l’apertura di una galleria in Corso Palladio, nel 1981, dove espone anche litografie. In particolare, e questo gli diede la fama di ‘pittore popolare’, amava dipingere gli scorci meno noti di Vicenza e i suo momenti più vivaci, come i mercati cittadini, e catturare nei ritratti la forza espressiva dei soggetti che dipingeva. Gueri muore tragicamente nel suo studio nel1991 a causa di un

incendio.


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