Guglielmo Ciardi – Senza titolo

Guglielmo Ciardi – Senza titolo

Ciardi Guglielmo

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 70x100

  • Codice prodotto: isar003

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento, poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento, fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo.

Lo stile di Guglielmo Ciardi è estremamente complesso, ma la prima caratteristica basilare è l’immensa qualità tecnica. Il tocco di Ciardi è così raffinato da permettere una totale immersione nella natura. Egli arriva a questo risultato mediante una straordinaria modulazione del colore e, di conseguenza, della luce. Tutta la veduta è regolata sulle gradazioni tonali che misurano lo spazio e danno il senso di una profondità vastissima, liberando la composizione dalla griglia prospettica. Guglielmo Ciardi non è un impressionista, egli rimane fedele al dato sensibile. I suoi paesaggi sono immersi in un profondo e lirico realismo che si rifà, piuttosto, alla Scuola di Barbizon, a Corot e a Constable. Anche in questo dipinto la pennellata è sintetica, ma la registrazione del dato naturale rimane sempre precisa e puntuale (possiamo vederlo nella concreta ma viva descrizione delle mucche al pascolo). Da notare soprattutto come l’artista riesca a fermare sul dipinto la precisa situazione atmosferica, in un modo assolutamente coerente. Possiamo percepire con chiarezza l’umidità e i riverberi di luce sugli oggetti.

Guglielmo Ciardi è stato un pittore veneziano, nato nel 1842 e scomparso nel 1917. Si iscrisse nel 1864 all’Accademia di Belle Arti di Venezia e qui, sotto la guida del paesaggista Domenico Bresolin, venne avviato alla pittura en plein air. Si orientò anche egli prevalentemente verso la pittura paesaggista, rifacendosi anche alla tradizione vedutista veneta. Sempre desideroso di migliorarsi soggiornò a Firenze, dove frequentò il gruppo dei macchiaioli, e poi a Napoli, dove ebbe contatti con i veristi Filippo Palizzi e Domenico Morelli. Dalla fine degli anni ’70 partecipò regolarmente alle esposizioni delle Promotrici di Genova e Torino. Nel 1878 iniziarono le partecipazioni alle grande mostre internazionali.


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