Attribuito a Gerolamo Induno – Cacciatore delle Alpi

Attribuito a Gerolamo Induno – Cacciatore delle Alpi

Induno Gerolamo

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 11x15

  • Codice prodotto: lval001

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DESCRIZIONE

Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.

L’esecuzione di quest’opera attribuita a Gerolamo Induno si contraddistingue per una concezione del fare pittorico molto classica, basata su intramontabili principi di equilibrio, armonia e naturalismo, caratterizzata, però, da una profonda connotazione verista. Il raggiungimento di queste caratteristiche viene garantito dal fatto che l’autore di questo dipinto può essere considerato un maestro del disegno e del colore. Attraverso la sua eccellente tecnica egli dà vita ad un ritratto concreto, grazie ad una complessa e naturale torsione che crea lo spazio intorno alla figura. Su questa solida struttura interviene il colore a rendere tutto estremamente vivo e vibrante. Il suo tratto è estremamente mobile e rapido, capace di garantire immediatezza e freschezza alla composizione. L’artista, consapevole ed aggiornato sulle novità pittoriche ottocentesche, ricerca una complessità verista, nella resa di una reale percezione da parte dell’occhio umano, e connotando questo ritratto di vibrazioni esistenziali. Infine la tavolozza usata completa la ricerca di una resa naturalistica e verista perfetta, grazie a delle cromie brillanti e piene di guizzi di luce.

L’opera riporta la firma di Gerolamo Induno. Nato nel 1825 a Milano fu fratello minore di Domenico e allievo di Luigi Sabatelli all’Accademia di Brera. Coinvolto in prima persona nei moti antiaustriaci del 1848, al ritorno delle truppe di Radetzky dovette lasciare Milano. Insieme a Domenico, si rifugiarono in Svizzera. Si trasferì poi a Firenze dove si arruolò come volontario contro i francesi per la difesa di Roma sotto la guida del generale Giacomo Medici. Prese parte inoltre alla difesa di Roma assediata dai francesi. Nel 1855 partecipò insieme al fratello all’Esposizione Universale di Parigi. Qui critici autorevoli tra cui Théophile Gautier apprezzarono le sue opere. La sua fortuna fu sempre legata ai soggetti risorgimentali, alle battaglie e ai temi d’intimità domestica. Fu presente a mostre italiane e internazionali. Nel 1873 partecipò all’Esposizione Internazionale di Vienna, quindi nel 1877 a quella di Napoli poi a Torino (1880), Milano (1881), Roma (1883), Venezia (1887). Gerolamo Induno morì a Milano nel 1890.


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