La Grammatica Sforza – Franco Cosimo Panini

La Grammatica Sforza – Franco Cosimo Panini

Treccani


  • Certificato: Autenticità
  • Codice prodotto: GMAG003

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DESCRIZIONE

LA BIBLIOTECA IMPOSSIBILE
La Grammatica Sforza fa parte della collana “La Biblioteca Impossibile”, la più autorevole e preziosa collezione di facsimili dedicata al Rinascimento. Un progetto unico per completezza e rigore scientifico inaugurato nel 1995 con la Bibbia di Borso d’Este e proseguito, anno dopo anno, con la riproduzione dei massimi lavori della miniatura.
La Grammatica Sforza è il quindicesimo codice.

La Grammatica del Donato e il Liber Iesus furono acquistati nel Settecento dal grande collezionista ed erudito don Carlo Trivulzio. I due codici sforzeschi confluirono così nella ricca collezione libraria che i Trivulzio, antica famiglia milanese, avevano iniziato a raccogliere a partire dal Quattrocento. Nel 1935 il Comune di Milano acquisì tutte le collezioni dei Trivulzio: gli oltre 1500 volumi del fondo – manoscritti, incunaboli, cinquecentine, libri a stampa antichi moderni – andarono così a costituire la Biblioteca Trivulziana. La Grammatica e il Liber Iesus furono dunque condotti nella nuova sede, presso il Castello Sforzesco. Fu allora, poco prima del trasferimento, che uno dei fogli più importanti della Grammatica – la carta 3, con il frontespizio dell’opera miniato da Ambrogio de Predis – sparì per sempre, forse trafugata da ignoti.

Uno dei motivi di maggiore interesse del facsimile è infatti la reintegrazione della carta 3 della Grammatica, dispersa tra il 1913 e il 1935: sul recto era una miniatura a tutta pagina di Ambrogio de Predis, sul verso l’incipit del testo riccamente decorato da Giovan Pietro Birago.
Grazie a un’antica fotografia in bianco e nero del foglio e alle dettagliate descrizioni degli inventari storici – che indicano i diversi colori presenti – Franco Cosimo Panini Editore ha potuto ricostruire il presunto aspetto originale della decorazione. Dopo un accurato studio della tecnica pittorica dei due miniatori e il confronto con l’apparato decorativo del codice, sono stati individuati i valori cromatici e tonali di ogni parte del foglio. Su questa traccia, un’esperta miniaturista ne ha riprodotto la colorazione, utilizzando strumenti e materiali conformi a quelli utilizzati nel Quattrocento (pigmenti a base minerale, vegetale e animale macinati finemente e mescolati con gomma arabica con l’aggiunta di fiele di bue per migliorarne l’adesione al supporto pergamenaceo).
Il facsimile, completo della carta perduta, permette così di ammirare e sfogliare lo splendido codice così come si presentava agli occhi del piccolo Massimiliano Sforza.


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