Leonardo Chionna – Atlantide

Leonardo Chionna – Atlantide

Chionna Leonardo

  • Tecnica: Scultura
  • Dimensione: 10,5x51

  • Codice prodotto: GTER001

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DESCRIZIONE

La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie correnti informali sono certo collegate all’Espressionismo Astratto americano, soprattutto per quanto riguarda la componente gestuale, ma si spingono oltre per quanto riguarda il rifiuto di qualsiasi elemento figurativo, anche geometrico. La loro ricerca si spinge piuttosto verso la materia con cui compongono le loro opere. La ricerca di Leonardo Chionna, artista contemporaneo, si ricollega a questo tipo di estetica, sia nella produzione pittorica che in quella scultorea. In particolare nelle scultura le opere realizzate non trovano nessun corrispettivo nella realtà fenomenica trattandosi, in tutto e per tutto, di un’elaborazione mentale dell’artista alla quale viene data sostanza plastica. Per questo un soggetto di questo tipo può essere definito, a pieno titolo, un’opera d’arte concreta, nel senso che il suo processo creativo non viene risolto in un procedimento di astrazione dalla Natura ma si fonda interamente sulla percezione soggettiva dell’artista.

Abbiamo appena definito concreto il fare artistico di Leonardo Chionna poiché esso si fonda sulla creazione di oggetti appartenenti ad una dimensione altra rispetto alla realtà fenomenica che possiamo percepire tramite i nostri sensi. Infatti la sua produzione nasce dalla suggestione di creare i simboli di una civiltà perduta appartenente ad una dimensione spazio-temporale diversa dalla nostra. Come suggerisce lo stesso titolo è il mito di Atlantide ad operare una forte suggestione nel processo creativo di Chionna, che si risolve così in una concezione artistica informale, nella quale al valore della materia si unisce la fascinazione per i segni ed i simboli di una civiltà misteriosa. Già lo stesso manufatto si presenta, nell’aspetto, come un enigmatico reperto, un rudere di un oscuro obelisco spezzato nella sommità. La vetustà millenaria del manufatto ha provocato anche la caduta della sua superficie esterna, lasciandoci vedere gli strati inferiori. Da qui nasce l’importanza, a livello estetico e concettuale, che Chionna dà al confronto tra materie diverse: la levigatezza dorata dell’apparato esterno (di cui conserviamo poche tracce) viene opposta alla materia interiore, nascosta, che si rivela grezza, incolore e informe. Nella parte centrale si concentra tutto il fascino misterioso esercitato dall’oggetto, in una fascia ricoperta di segni non comprensibili, un alfabeto di simboli provenienti da una dimensione altra della quale l’artista, attraverso la sua percezione, si è fatto tramite.

Leonardo Chionna, pittore e scultore, ha mosso i primi passi nel mondo dell’arte negli anni ’70, occupandosi sempre di tematiche originali volte ad un’indagine percettiva spinta fuori dai confini del mondo percettibile. Per questo è stato definito lo “Sciamano”, tanto che l’artista era solito esporre le sue opere in luoghi dove esse potessero esser contemplate in silenzio, chiese, castelli, boschi. La sua formazione si è arricchita della frequentazione, negli anni ’80, dei poeti del Laboratorio di Poesia dell’Università di Lecce, tra i quali Salvatore Caliolo. Fondamentale, inoltre, nell’elaborazione della sua poetica, è stata la collaborazione con il filosofo Arrigo Colombo, fondatore del movimento Utopia.


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