Leonilde Carabba – La regina di coppe o del sogno d’amore

Leonilde Carabba – La regina di coppe o del sogno d’amore

Carabba Leonilde

Il soggetto della presente opera è stato concepito secondo un’operazione citazionista. Nella fenomenologia dei movimenti artistici il citazionismo consiste nel riproporre un’immagine del passato, della tradizione storico- artistica, ricontestualizzandola secondo la sensibilità dell’artista. Il citazionismo è stato ed è trasversale a diverse correnti artistiche della contemporaneità, come il Surrealismo, la Metafisica o l’Anacronismo. La produzione […]

  • Tecnica: olio e collage
  • Dimensione: 60x82

  • Certificato: non presente
  • Codice prodotto: CRAV002

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DESCRIZIONE

Il soggetto della presente opera è stato concepito secondo un’operazione citazionista. Nella fenomenologia dei movimenti artistici il citazionismo consiste nel riproporre un’immagine del passato, della tradizione storico- artistica, ricontestualizzandola secondo la sensibilità dell’artista. Il citazionismo è stato ed è trasversale a diverse correnti artistiche della contemporaneità, come il Surrealismo, la Metafisica o l’Anacronismo. La produzione citazionista di LeoNilde Carabba si nutre di diversi stimoli e processi creativi che la conducono a esiti sempre originali e sorprendenti

L’opera in oggetto fa parte di una serie molto particolare, nella quale LeoNilde Carabba fa riferimento alla tradizione pittorica italiana prelevando da essa brandelli, frammenti d’identità per montarli in un ordine diverso. L’opera in oggetto è esemplare di questa fase dell’artista monzese. La composizione è costruita su una forte componente citazionista che pesca immagini da una galleria virtuale che si nutre dell’immaginario collettivo (la storia e l’arte) o di quello simbolico-esoterico proprio del bagaglio culturale della pittrice. Tutto però viene ricontestualizzato dall’accostamento di elementi stranianti, astratti, o figurativi che ricompongono la storia secondo la sensibilità dell’artista, anche con una certa dose di ironia dadaista (soprattutto nella definizione dei titoli). Anche dal punto di vista formale la qualità risulta molto elaborata con la componente citazionista-iperrealista dell’inserto a collage che prevale rispetto all’intervento pittorico vero e proprio. Il risultato di tutti questi stimoli creativi consiste nella creazione di una sorta di tarocchi, il cui significato ci è sconosciuto e la cui chiave di lettura viene svelata, enigmaticamente ed in maniera parziale, dall’artista.

LeoNilde Carabba, nata a Monza nel 1938 ed attualmente residente a Milano, ama definirsi “una pittrice ed una viaggiatrice che ama esplorare territori e varcare confini”. Nel 1961 LeoNilde tiene le sue prime mostre personali. Gli anni seguenti la vedono coinvolta sempre più profondamente nel mondo dell’arte, dove ha il sostegno e l’influenza formativa di artisti come: Lucio Fontana, Hsiao Chin, Roberto Crippa, Enrico Baj, Turcato, Tancredi, Jean Fautrier, Piero Manzoni, Christo e Carla Accardi. Nel 1966 comincia gli esperimenti sulla rifrazione della luce giungendo ad ottenere, mediante l’uso di microsfere di vetro, una superficie ad intensità luminosa variabile secondo l’angolo di visuale del fruitore senza bisogno di mezzi meccanici. Se precedentemente (1964) Lucio Fontana aveva presentato una sua mostra, nel 1969 espone assieme a lui e Bruno Munari a “Il Segno e l’Oggetto” alla Galleria Cadario a Caravate. Nel 1975 è co-fondatrice della Libreria delle Donne di Milano. Nel 1976 fonda con Carla Accardi, Nedda Guidi, Eva Menzio, Suzane Santoro, Silvia Truppi ed altre la Cooperativa Beato Angelico. Attualmente lavora sia in Italia che in Germania.


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