Lucio Bernardi – Senza titolo

Lucio Bernardi – Senza titolo

Bernardi Lucio

Il dipinto può essere definito una scena di genere, ovvero la rappresentazione di un episodio di vita quotidiana che, apparentemente, non ha alcun elemento significativo. Questo tipo di soggetti domestici furono a lungo considerati come minori e cominciarono a diffondersi, nell’arte occidentale, solo a partire dal XVII secolo. Solo con lo sviluppo delle correnti realistiche […]

  • Tecnica: Grafica acquerellata a mano
  • Dimensione: 80x60

  • Tiratura: Prova d'Autore
  • Codice prodotto: ECHE015

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DESCRIZIONE

Il dipinto può essere definito una scena di genere, ovvero la rappresentazione di un episodio di vita quotidiana che, apparentemente, non ha alcun elemento significativo. Questo tipo di soggetti domestici furono a lungo considerati come minori e cominciarono a diffondersi, nell’arte occidentale, solo a partire dal XVII secolo. Solo con lo sviluppo delle correnti realistiche ottocentesche i soggetti della vita di tutti i giorni furono considerati della stessa importanza di quelli storici o religiosi. L’artista Lucio Bernardi, nella sua produzione artistica, ha rielaborato la scena di genere in una chiave grottesca e ironica. L’artista ha inventato un mondo popolato da simpatici personaggi rappresentati nei più svariati atteggiamenti e in situazioni che possono sfociare nel surreale.

Anche nella produzione grafica Lucio Bernardi rispetta in pieno la sua estetica molto elaborata. Nelle sue opere la componente fondamentale è quella di un’oggettività che trova le sue radici più autentiche in un “realismo magico” tra quotidianità e surreale. Su questa traccia Bernardi ha costruito il proprio mondo pittorico, interpretando in chiave decisamente sarcastica e spensierata l’esaltazione dei valori plastici tipica dei linguaggi figurativi oggettivi. Così le sue opere sono popolate dai suoi inconfondibili personaggi e l’asciuttezza dello stile, che normalmente creerebbe un’atmosfera fredda e metafisica, viene totalmente stemperata da questa estetica gaia e serena. Tutto allora diviene una rappresentazione plastica della gioia di vivere e della felicità nelle piccole cose, dove anche l’ironia, sempre presente, ha un carattere indulgente e nessuna velleità moralistica.

Nato nel 1919, Bernardi inizia ad operare nel fervido ambiente artistico santarcangiolese della fine degli anni ’40, animato da Tonino Guerra, Federico Moroni, Giulio Turci e a quel tempo frequentato, tra gli altri, da Alberto Sughi, Marcello Muccini e Renzo Vespignani. Dal 1956 ha un laboratorio di ceramica in via dei Nobili a Santarcangelo. Espone a Milano nel 1964 e nel 1969, a Bologna e a New York nel 1965, poi a Bari nell’89. Dalla metà degli anni Sessanta si interessa di incisione partecipando con altri artisti santarcangiolesi alle collettive di Belgrado e di Mostar. Pur continuando a disegnare, dipingere a olio e all’acquerello ritratti, ironici di personaggi femminili in abiti discinti, gruppi in posa e nature morte, Bernardi sfrutta materiali inusuali per realizzare “invenzioni” di grande suggestione. Nascono così collages con carte antiche, visi e figure tridimensionali, sassi di fiume dipinti e piccole e curiose sculture.


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