Man Ray – De l’Origine des especes par voie de selection irrationelle (III)

Man Ray – De l’Origine des especes par voie de selection irrationelle (III)

Man Ray

  • Tecnica: Litografia
  • Dimensione: 46x36

  • Codice prodotto: RLEV001

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DESCRIZIONE

L’estetica surrealista nasce intorno agli anni ’20 del XX secolo riguardando tutti i campi della ricerca artistica. Per quanto riguarda un discorso legato più propriamente alle arti visive, il surrealismo si pone come volontà di indagare il subconscio umano e riversarlo sull’opera d’arte attraverso un procedimento di scrittura meccanica basato sull’analisi dei sogni. Di conseguenza le opere d’arte surrealiste propongono la rappresentazione di una dimensione onirica, completamente dissociata dalla realtà. Tuttavia, spesso, tale rappresentazione si appoggia ad una resa formale di carattere iperrealista, proprio per accentuare, paradossalmente il carattere illusorio e ambiguo della dimensione surreale.

Nella produzione grafica Man Ray ha sviluppato soprattutto la componente surrealista della propria estetica rispetto a quella dadaista (che comunque rimane imprescindibile nella veste di una vena sovversiva e dissacratoria). L’opera in oggetto fa parte della serie “De l’Origine des especes par voie de selection irrationelle”. Dal punto di vista stilistico questa produzione si distingue soprattutto per il carattere minimalista. Infatti la composizione è risolta con un disegno essenziale di poche linee grafiche e l’eleganza pittorica di leggerissime velature di colore. L’opera risulta dunque interessantissima proprio nel dimostrare come il maestro del Dadaismo e del “Rayograph” fosse capace di realizzare opere di grande impatto suggestivo anche con mezzi grafici e pittorici. Nonostante il carattere sintetico della composizione le figure eteree hanno un grande potenziale espressivo ed il loro carattere astratto e surreale coincide perfettamente con il tema cosmogonico.

Emmanuel Rudnitsky é nato nel 1890 a Filadelfia (Stati Uniti). La sua prima esposizione personale ha luogo nel 1915. Nel corso di questo ultimo anno si lega, in Francia, con Marcel Duchamp. Nel 1924, si avvicina ai surrealisti e partecipa alle differenti esposizioni del gruppo. Pubblicherà ( nel 1937 con André Breton), il manifesto “La photographie n’est pas l’art” (“La fotografia non è l’arte”). Lascia la Francia (1940) per undici lunghi anni agli inizi della guerra. Man Ray ritorna a Parigi nel 1951, dove morirà nel 1976. Dal 1915 impiega la fotografia per riprodurre la sua pittura o se ne serve come punto di partenza. Realizzerà numerosi collages astratti, costituirà degli strani assemblaggi, e creerà, negli anni ’20, degli oggetti “dadà”. Man Ray inventerà (1921) un processo fotografico che riesce a prendere le impronte di un oggetto senza apparecchio, scoprirà la solarizzazione che permette l’accentuazione dei contorni attraverso delle linee nere. Fotografo, pittore surrealista, giungerà all’astrazione verso la fine degli anni 1950, senza mai abbandonare la costruzione dei suoi assemblaggi incongrui.


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