Marco Cioffi – Un oceano di plastica

Marco Cioffi – Un oceano di plastica

Cioffi Marco

  • Tecnica: Acrilico, plastica, colla su tela di cotone, telaio in legno.
  • Dimensione: 90x65
  • Anno: 2018

  • Certificato: Autenticità
  • Codice prodotto: MCIO001

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DESCRIZIONE

Il fare artistico di Marco Cioffi si ricollega alla scuola di Pollock e dell’Espressionismo Astratto americano. La visione del mondo viene filtrata tramite un profondo processo di interiorizzazione: l’artista fa sua la complessità dell’esistere e la riversa sulla tela. Di qui la pratica profondamente gestuale che sta alla base delle opere di Marco Cioffi. Le emozioni e la spiritualità dell’artista si trasformano in un gesto pittorico dal quale scaturiscono composizioni complesse, così come è complesso l’Io umano e il suo relazionarsi con il mondo.  Sul piano formale tutto ciò vuol dire una straordinaria varietà di interventi sul supporto pittorico, in un continuo sovrapporsi di pennellate energiche, addensamenti materici, interventi più calligrafici e dripping emozionali. Il risultato viene gestito da Cioffi in un articolato equilibrio compositivo che vede come protagonisti i colori.  Le opere di Cioffi sono un continuo gioco di armonie e dissonanze che stimolano incessantemente la psiche dello spettatore.

Ogni anno oltre 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani. Oggi si produce 20 volte più plastica che negli anni Sessanta (di cui un terzo per gli imballaggi) e se non si metterà freno alla situazione, entro il 2050 la massa di plastica negli oceani supererà in peso quella tutti i pesci dei mari, mentre il 99% degli uccelli marini avrà ingoiato quantità più o meno elevate di plastiche.
La plastica dispersa a largo degli oceani è uno dei drammi della nostra modernità. Gli studiosi contano ben 5 concentrazioni di rifiuti plastici grandi come vere e proprie isole disperse nei vari oceani.
Il più famoso e anche il primo ad essere stato scoperto è il Pacific Trash Vortex la cui estensione supererebbe di gran lunga i 700.000 km2 (grande come 3 volte la Francia) per un totale di oltre 3 milioni di tonnellate di plastica. L’isola si sarebbe formata, a partire dagli anni 80, a causa dell’azione della corrente oceanica chiamata Vortice subtropicale del Nord Pacifico il cui movimento a spirale ha fatto accumulare i rifiuti fra loro fino a formare un’enorme massa compatta. Sempre nel Pacifico, ma a sud del Cile, si trova un’altra isola di plastica. Anche l’Oceano Atlantico conta ben due enormi concentrazioni di rifiuti, una all’altezza del Mar dei Caraibi e un’altra fra l’Argentina e il Sud Africa. L’ultimo agglomerato noto lo troviamo, infine, fra l’Australia e il Sud Africa nell’Oceano Indiano.
Ad oggi in Europa solo il 30% dei rifiuti in plastica viene riciclato.
Bisogna smettere di comprare plastica “usa e getta”, subito.


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