Mario Ceroli – Acqua

Mario Ceroli – Acqua

Ceroli Mario

  • Tecnica: Litografia e acquaforte con applicazione in legno
  • Dimensione: 50x70
  • Anno: 1991

  • Certificato: Casa editrice
  • Tiratura: 97/150
  • Codice prodotto: GMARI001

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DESCRIZIONE

L’opera di Mario Ceroli fa leva su diverse istanze tipiche dell’Arte Contemporanea tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Il suo linguaggio artistico, infatti, riprende quelle che comunemente vengono chiamate “Poetiche dell’Oggetto”, tramite l’utilizzazione di manufatti in legno (che a volte possono essere anche semplici oggetti d’uso quotidiano). Inoltre l’uso di un materiale artigianale, dall’estetica così primaria e grezza come il legno, avvicina Ceroli anche alle istanze dell’Arte Povera. Infine, sicuramente, come punto di riferimento fondamentale nella ricerca di Ceroli, va menzionata anche la Pop Art nel suo riprendere certi tipi d’immagine massificata, seriale, e nella loro ridefinizione in un nuovo contesto tramite un processo artistico.

In questa opera sono evidenti molti dei concetti peculiari della ricerca di Mario Ceroli. Protagonista dell’opera è una lettera in legno, un semplice oggetto che potrebbe provenire da un sillabario viene preso e ricontestualizzato come opera. Tramite questo spostamento la singola lettera alfabetica viene innalzata quasi come un simbolo misterioso, un monogramma dai significati reconditi. A questo punto Ceroli gioca con i significanti e i significati. Dal monogramma “A” infatti scaturisce la parola “ACQUA” scritta in lettere cubitali (con chiaro riferimento all’estetica pubblicitaria) e, allo stesso tempo, si sprigiona un flusso segnico che vuole rappresentare visivamente l’acqua con una modalità gestuale che si ricollega all’Espressionismo Astratto. Tutto ciò sta a dimostrare come anche in un semplice elaborato grafico Ceroli riesce a creare un’opera complessa che gioca su diversi livelli concettuali e comunicativi.

Mario Ceroli è nato a Castel Frentano nel 1938. E’ uno dei più importanti artisti e scenografi contemporanei. La sua formazione è avvenuta a Roma sotto la guida di Leoncillo, Pericle Fazzini ed Ettore Colla. Alla fine degli anni ’50 scopre il legno che diventerà il materiale prediletto della sua produzione artistica. Negli anni ’60, affascinato dall’estetica Pop, comincia a produrre le sagome seriali che sono il suo vero e proprio marchio di fabbrica. Nel 1966 viene premiato alla Biennale di Venezia. Nel 1967 e nel 1968 partecipa alle mostre dell’Arte Povera. Ha svolto anche un’intensa attività di scenografo collaborando soprattutto con il Teatro Stabile di Torino.


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