Mario Ceroli – La cacciata

Mario Ceroli – La cacciata

Ceroli Mario

Scultura originale in bronzo formato cm 41x32x9 eseguita secondo il procedimento di fusione a “cera persa” in refrattario ceramico dalla Fonderia Venturi Arte, con rifinitura a cesello e patinatura a fuoco con acidi e nitrati a toni sfumati eseguiti a mano, in tiratura limitata a trecentocinquanta esemplari numerati da 1/350 a 350/350 e venticinque esemplari numerati da I/XXV a XXV/XXV. Base in legno tulipiè tinto a mano e trattato a cera cm 40x16x4 e pannello posteriore in legno trattato cm 41x32x0,6.

  • Tecnica: scultura in bronzo
  • Dimensione: 41x32x9

  • Certificato: Autenticità
  • Tiratura: 342/350
  • Codice prodotto: SCIF007

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DESCRIZIONE


Formatosi all'Accademia di belle arti di Roma, sotto la guida di Leoncillo Leonardi e Pericle Fazzini, riproduceva inizialmente sculture di ceramica. Negli anni sessanta, impressionato dalla Pop art tramite le opere di Louise Nevelson e di Joe Tilson, arrivò ai materiali e alle forme che avrebbero caratterizzato successivamente le sue creazioni: silhouette di oggetti sagomate in legno, prive di colore, talvolta ripetute in serie (Ultima Cena, 1965, Galleria nazionale d'arte moderna a Roma; Uomo di Leonardo, 1964; La Cina, 1966), connesse ad uno spazio che diventa tema essenziale (Cassa Sistina, 1966), oppure tracciate a tempera e a inchiostro (La porta, il cenacolo, 1981; Giorno, Notte, 1982). Nel 1967-1968 prese parte alle mostre del gruppo dell'Arte povera. Ha realizzato a Bologna nel 1988 la cosiddetta "Casa del Nettuno", un contenitore ligneo decorato con la silhoutte Uomo gallegiante, che ha costituito il cantiere di restauro della statua bronzea del Nettuno del Giambologna. Suo è l'Unicorno alato (1990), in legno rivestito di oro, esposto all'ingresso della sede Rai di Saxa Rubra. Ha curato l'arredo della chiesa di Porto Rotondo (1971), di Santa Maria Madre del Redentore di Tor Bella Monaca, a Roma, nel 1987 e di San Carlo Borromeo al Centro Direzionale di Napoli, nel 1990. Ha svolto anche un'intensa attività di scenografo, collaborando con il Teatro Stabile di Torino (scenografia del Riccardo III di Shakespeare, 1968) e con la Scala di Milano (scenografia della Norma di Vincenzo Bellini). Nelle sue sculture, frequenti le citazioni da famose opere del passato, come da quelle di Leonardo, di cui ha parafrasato con i suoi legni il disegno dell'"uomo vitruviano" (Disequilibrium, 1967) e l'Ultima Cena (legno dipinto, 1981). Nel 1997 donò al paese d'origine, Castel Frentano, una copia della scultura lignea L'uomo vitruviano collocandola nel piazzale della Concezione. Nel 2007 è stato chiamato dal Palazzo delle Esposizioni di Roma a partecipare alla sua riapertura ufficiale, dopo lunghi anni di lavori di ristrutturazione, con una scelte delle sue principali opere. Nel 2008 la giunta comunale della città di Siena gli ha affidato il compito di dipingere il drappellone per il Palio del 16 agosto, dedicato alla Madonna Assunta e vinto dalla Contrada del Bruco, con il fantino Giuseppe Zedde detto "Gingillo" ed il cavallo Elisir Logudoro.

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