Mario Ceroli – La cacciata

Mario Ceroli – La cacciata

Ceroli Mario

  • Tecnica: Fusione bronzo a cera persa, rifinitura a cesello
  • Dimensione: 41 x 32 x 9
  • Anno: 2002

  • Certificato: Certificazione Art'è
  • Stato di conservazione: Ottimo
  • Tiratura: 286/350
  • Codice prodotto: FFRA002

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DESCRIZIONE

L’opera di Mario Ceroli fa leva su diverse istanze tipiche dell’Arte Contemporanea tra gli anni ’60 e gli anni ’70. Il suo linguaggio artistico, infatti, riprende quelle che comunemente vengono chiamate “Poetiche dell’Oggetto”, tramite l’utilizzazione di manufatti in legno (che a volte possono essere anche semplici oggetti d’uso quotidiano). Inoltre l’uso di un materiale artigianale, dall’estetica così primaria e grezza come il legno, avvicina Ceroli anche alle istanze dell’Arte Povera. Infine, sicuramente, come punto di riferimento fondamentale nella ricerca di Ceroli, va menzionata anche la Pop Art nel suo riprendere certi tipi d’immagine massificata, seriale, e nella loro ridefinizione in un nuovo contesto tramite un processo artistico.

In questa scultura Mario Ceroli gioca con il suo stesso linguaggio artistico. Il tipo di produzione che lo rappresenta di più, la sagoma in legno tridimensionale, viene trasferita in un tipo di materiale diverso, ovvero il bronzo. La scultura è stata lavorata proprio come se si trattasse di legno, allo scopo di ottenere quei valori primari,vicini all’Arte Povera che sono alla base del fare artistico di Ceroli. La composizione è potentemente simbolica nella sua essenzialità, costruita su armonici movimenti curvilinei. Caratteristica è la trattazione dello spazio, molto scenografica nell’apertura sulla sinistra che lascia scorgere un luogo indefinito e metafisico.

Mario Ceroli è nato a Castel Frentano nel 1938. E’ uno dei più importanti artisti e scenografi contemporanei. La sua formazione è avvenuta a Roma sotto la guida di Leoncillo, Pericle Fazzini ed Ettore Colla. Alla fine degli anni ’50 scopre il legno che diventerà il materiale prediletto della sua produzione artistica. Negli anni ’60, affascinato dall’estetica Pop, comincia a produrre le sagome seriali che sono il suo vero e proprio marchio di fabbrica. Nel 1966 viene premiato alla Biennale di Venezia. Nel 1967 e nel 1968 partecipa alle mostre dell’Arte Povera. Ha svolto anche un’intensa attività di scenografo collaborando soprattutto con il Teatro Stabile di Torino.


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