Mario Ceroli – La forza di sognare

Mario Ceroli – La forza di sognare

Ceroli Mario

  • Tecnica: scultura in bronzo
  • Dimensione: 40x0,4x61 cm
  • Anno: 2001

  • Certificato: si
  • Tiratura: esemplare n. XX/XXV
  • Codice prodotto: SGIR001

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DESCRIZIONE

Nella storia dell’arte spesso si può fare una netta distinzione tra correnti stilistiche figurative o astratte. Quando, però, l’obiettivo di un’artista è quello di rappresentare un oggetto che abbia riscontro con la realtà fenomenica ma, allo stesso tempo, sia carico di significati reconditi e simbolici, questo confine può diventare labile. In questa scultura Mario Ceroli si avvicina ad un linguaggio simbolista nel rappresentare una figura protesa verso i sogni e le speranze per il futuro, in occasione di una serie di opere realizzate nel 2001, per celebrare il terzo millennio.

In questa scultura Mario Ceroli gioca con il suo stesso linguaggio artistico. Il tipo di produzione che lo rappresenta di più, la sagoma in legno tridimensionale, viene trasferita su un tipo di lavorazione diversa, cioè la fusione del bronzo a cera persa. La scultura è stata lavorata proprio come se si trattasse di legno, allo scopo di ottenere quei valori primari, vicini all’Arte Povera che sono alla base del fare artistico di Ceroli. Così la composizione risulta potentemente simbolica nella sua essenzialità, costruita su armonici movimenti curvilinei. Possiamo riconoscere la grandezza dello scultore Mario Ceroli nel riuscire a dare una tensione spirituale e dinamica allo stesso tempo, pur nelle linee semplici ed estremamente sintetiche che compongono la figura. Aumenta la spiritualità della figura la presenza delle linee dinamiche che sottolineano ulteriormente il concetto della tensione verso il futuro.

Mario Ceroli è nato a Castel Frentano nel 1938. E’ uno dei più importanti artisti e scenografi contemporanei. La sua formazione è avvenuta a Roma sotto la guida di Leoncillo, Pericle Fazzini ed Ettore Colla. Alla fine degli anni ’50 scopre il legno che diventerà il materiale prediletto della sua produzione artistica. Negli anni ’60, affascinato dall’estetica Pop, comincia a produrre le sagome seriali che sono il suo vero e proprio marchio di fabbrica. Nel 1966 viene premiato alla Biennale di Venezia. Nel 1967 e nel 1968 partecipa alle mostre dell’Arte Povera. Ha svolto anche un’intensa attività di scenografo collaborando soprattutto con il Teatro Stabile di Torino.


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