Massimo Campigli – Le due bagnanti

Massimo Campigli – Le due bagnanti

Campigli Massimo

  • Tecnica: Serigrafia
  • Dimensione: 52x38
  • Anno: 1952

  • Stato di conservazione: Ottimo
  • Codice prodotto: MMON001

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DESCRIZIONE

Nella storia dell’arte spesso si può fare una netta distinzione tra correnti stilistiche figurative o astratte. Quando, però, l’obiettivo di un’artista è quello di rappresentare un oggetto che abbia riscontro con la realtà fenomenica ma, allo stesso tempo, sia carico di significati reconditi e simbolici, questo confine può diventare labile. Il Simbolismo o l’Espressionismo sono correnti stilistiche emblematiche nell’aver interpretato la realtà in senso concettuale con una resa iconica delle immagini e un’interpretazione simbolica nell’uso del colore.

La produzione artistica di Massimo Campigli si inserisce perfettamente nel clima di ritorno all’ordine che coinvolse la pittura europea tra gli anni ’30 e gli anni ’40. Dopo il periodo di grandi innovazioni e sperimentazioni delle avanguardie storiche in alcuni ambienti pittorici si sentì il bisogno di un ritorno alla tradizione. Vennero, dunque, rielaborate forme di figurazione arcaizzanti ricontestualizzate in un’attitudine contemporanea. Tutto ciò è evidente nel caso di Campigli, il cui linguaggio pittorico subisce la fascinazione della pittura antica egiziana, degli affreschi etruschi o romani. Campigli acquisisce questo modulo stilistico e lo fa suo in un’interpretazione metafisica coerentemente contemporanea. A livello formale Campigli cerca la semplificazione astratta e la fissità iconica in un segno grafico che cerca di imitare una patina d’antico.

Massimo Campigli è nato a Berlino nel 1895 con il vero nome di Max Ihlenfeld ed è scomparso a Saint Tropez nel 1971. Nel 1909 si trasferisce a Firenze e entra in contatto con i futuristi milanesi. Fondamentale per la sua formazione sarà l’esperienza parigina a partire dal 1919, dove avrà modo di frequentare De Chirico, Savinio e Severini. Visitando il Louvre sarà affascinato dall’arte egizia. Altro passo fondamentale, nel 1928, fu la conoscenza degli afferschi etruschi a Villa Giulia. Nel 1933 firmò il Manifesto della Pittura Murale con Sironi, Carrà e Funi. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero. Ha affrescato il Palazzo di Giustizia di Milano, l’Università di Padova e il padiglione espositivo italiano a New York.


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