Mino Maccari – Senza titolo – LPRA002

Mino Maccari – Senza titolo – LPRA002

Maccari Mino

  • Tecnica: Olio su cartone telato
  • Dimensione: 50x35
  • Anno: 1960

  • Certificato: Archivio Mino Maccari
  • Codice prodotto: LPRA002

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DESCRIZIONE

L’opera può essere definita una scena di genere, ovvero la rappresentazione di un episodio di vita quotidiana che, apparentemente, non ha alcun elemento significativo. Questo tipo di soggetti domestici furono a lungo considerati come minori e cominciarono a diffondersi, nell’arte occidentale, solo a partire dal XVII secolo. Solo con lo sviluppo delle correnti realistiche ottocentesche i soggetti della vita di tutti i giorni furono considerati della stessa importanza di quelli storici o religiosi. In particolare furono gli impressionisti a prediligere soggetti legati alla vita moderna in ambientazioni urbane e borghesi. Nella narrazione ironica e disincantata della società, soprattutto borghese e provinciale, che caratterizza la produzione artistica di Mino Maccari, non può essere esclusa la scena di genere. Nella scena di genere di Maccari domina la decontestualizzazione e l’attenzione è tutta focalizzata sui personaggi in una sferzante analisi esistenziale.

Anche questo soggetto viene trattato dall’artista Mino Maccari in modo sintetico, al fine di evidenziare tratti che non siano solo fisionomici ma anche caratteriali, in una sorta di espressionismo caricaturale. I volti sono delineati mediante un tratto decisamente pittorico e sintetico. L’estetica è volutamente grossolana, al fine di creare dei mascheroni espressionisti che ricordano le figure di artisti come Munch o Ensor. Lo spazio è completamente bidimensionale e le figure sono schiacciate in primo piano, in un impasto coloristico senza sorta di continuità. L’artista parte dalla realtà fenomenica, dal dato fisionomico dei personaggi ritratti, ma se ne distacca per un’analisi più profonda, esistenziale, sempre condotta, da parte di Mino Maccari, con il linguaggio dell’ironia e dell’asprezza. Ci troviamo di fronte, dunque, ad un tipo di interpretazione che privilegia la forza espressiva, quasi violenta, dell’opera rispetto alla sua verosimiglianza.

Mino Maccari nasce a Siena nel 1898, proviene da una piccola famiglia borghese, partecipa come ufficiale di artiglieria di Campagna alla Grande Guerra e, tornato a Siena, studia Giurisprudenza, laureandosi nel 1920. La sua vera passione non sono gli studi giuridici, bensì il disegno e la pittura: nel 1924 cura la stampa per la rivista “Il Selvaggio”, in cui vengono pubblicate le sue prime incisioni e, dopo aver lasciato nel ’26 la carriera forense, è nominato Direttore del periodico che segue sino al 1942. In questi suoi primi anni di attività, in cui il quotidiano si era aperto alla critica artistica – letteraria, collabora con Ardengo Soffici, Ottone Rosai e Achille Lega. Dal 1927 al 1930 Mino Maccari espone in diverse mostre nazionali e si trasferisce a Torino, dove è nominato caporedattore del giornale “La Stampa”. Lavora molto nel settore editoriale e partecipa a testate come “Quadrivio”; “Italia letteraria”; “L’italiano”; “Omnibus” di Leo Longanesi e, successivamente, scrive su il “Primato” di Giuseppe Bottai. Amplia è la sua produzione di disegnatore: nel 1925 pubblica l’Album di Vallecchi, nel ’28 Il trastullo di Strapaese; nel 1931 realizza Linoleum. Mino Maccari, nel 1934, illustra La vecchia del Bal Bullier di Antonio Baldini e nel 1942 pubblica la cartella Album, seguono Come quando fuori piove e Il superfluo illustrato. La grafica di Mino Maccari è rivolta principalmente alla satira sociale e politica che sembra richiamare indirettamente le opere di James Ensor e George Grosz; mentre, in pittura, pur non discostandosi in maniera eccessiva dalle tematiche dei suoi disegni, accentua maggiormente l’aspetto fantastico, ma le rapide pennellate e le cromie dei suoi dipinti sono unite sempre dal suo segno grafico. Dopo la Seconda guerra mondiale partecipa a numerose esposizioni e mostre personali: nel 1948 alla Biennale di Venezia gli viene assegnato il premio internazionale per l’incisione; nel 1962 gli è affidata la presidenza all’Accademia dei Lincei e l’anno successivo espone alla Gallery 63 di New York. Partecipa, inoltre, a svariate esposizioni internazionali di grafica. Nel 1977 presso il Palazzo Pubblico di Siena, la sua città natale, gli viene dedicata una mostra personale. Maccari muore a Roma il 16 giugno 1989.


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