Orlando Donadi – Arlecchino con chitarra

Orlando Donadi – Arlecchino con chitarra

Donadi Orlando

Fin dal XIX secolo, da quando la pittura ha cominciato ad occuparsi dei vari aspetti della vita borghese, il mondo circense è stato un tema trattato da vari autori. Con lo svilupparsi delle correnti simboliste ed espressioniste tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il personaggio del saltimbanco, dell’artista circense o della […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 69x79

  • Codice prodotto: AVEL002

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DESCRIZIONE

Fin dal XIX secolo, da quando la pittura ha cominciato ad occuparsi dei vari aspetti della vita borghese, il mondo circense è stato un tema trattato da vari autori. Con lo svilupparsi delle correnti simboliste ed espressioniste tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il personaggio del saltimbanco, dell’artista circense o della maschera hanno iniziato ad avere grande fortuna, in quanto funzionali nell’elaborazione di iconografie complesse, dai significati reconditi e misteriosi. Possiamo citare come esempio le figure di artisti e di arlecchini immortalate da Picasso nei suoi periodi “blu” e “rosa”. Durante gli anni ’70 e ’80 del Novecento è diventato un vero e proprio genere praticato da molti pittori, che hanno incentrato il loro interesse soprattutto verso la figura del clown.

Lo stile di Orlando Donadi è molto interessante ed originale. Egli, infatti, vuole rappresentare la realtà in maniera estremamente dinamica, scomponendo lo spazio e il soggetto contenuto in esso, esplorando, tramite la pittura, i rapporti tra lo stesso soggetto e lo spazio e le eventuali possibilità di movimento. Così, soprattutto nei soggetti in movimento, ma anche nelle figure statiche, Donadi vuol porre in risalto il possibile dinamismo e le interazioni con lo spazio. Per questo il dipinto viene concepito come un continuum tra soggetto e sfondo in cui la figura e l’ambiente che l’accoglie, sono soggetti alla stessa scomposizione. La sistematica scomposizione della realtà tiene conto di ogni possibile variabile, ogni possibile sviluppo. Il mondo sensibile si trasforma, quindi, in un intricato gioco di piani che riflette la sua complessità anche nella scelta della gamma coloristica.

Orlando Donadi è nato nel 1943 a Treviso. Ha presentato la sua prima mostra personale già nel 1965. Da allora ha esposto in molte città europee e americane, ottenendo premi, lusinghieri giudizi e importanti commissioni. Fra tutti, vanno ricordati la VI Biennale Internazionale d’arte a Barcellona nel 1979, l’allestimento di un’opera nel Mausoleo Assad di Damasco nel 1997, l’esposizione al Bischöfliches Dom und Diözesanmuseum di Trier nel 1998, un’importante mostra al Museo Civico di Abano Terme (PD) nel 1999, il IV premio alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea Fortezza da Basso a Firenze ancora nel 1999, il premio Fiorino d’oro a Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, a Firenze nel 2000, una mostra al Museo della Scienza e della Tecnica di Vienna nel 2001, un’esposizione al castello di Churburg nel 2004; nel settembre 2007, ha tenuto un’importante personale al Museo Nazionale Villa Pisani di Strà (VE); nel 2011 ha presentato una prestigiosa personale al Forte Sangallo di Nettuno (Roma), mentre nel 2014 ha esposto a Palazzo Correr, a Venezia. Nel 2014 ha allestito una personale permanente a Venezia, un evento di cui ha parlato anche il New York Times.


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