Attribuito a Filippo Palizzi – Pastorello con le Pecore

Attribuito a Filippo Palizzi – Pastorello con le Pecore

Filippo Palizzi

  • Tecnica: China acquerellata
  • Dimensione: 21x30

  • Codice prodotto: lval004

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DESCRIZIONE

L’opera può essere definita una scena di genere, ovvero la rappresentazione di un episodio di vita quotidiana che, apparentemente, non ha alcun elemento significativo. Questo tipo di soggetti domestici furono a lungo considerati come minori e cominciarono a diffondersi, nell’arte occidentale, solo a partire dal XVII secolo. Solo con lo sviluppo delle correnti realistiche ottocentesche i soggetti della vita di tutti i giorni furono considerati della stessa importanza di quelli storici o religiosi. I fratelli Palizzi sono artisti molto popolari per la loro eccellente produzione di ritratti di animali o, comunque, scene di genere legate ad una dimensione contadina e pastorale. L’opera in oggetto è attribuita a Filippo Palizzi.

I fratelli Palizzi sono molto noti come autori di una straordinaria scuola pittorica verista ottocentesca. Le loro scene di genere si distinguono per una straordinaria raffinatezza esecutiva capace di arrivare ad altissimi vertici di naturalismo. Il più importante fu Filippo Palizzi, specializzato nelle raffigurazioni di animali che esegue con grande accuratezza di dettagli. Questa china che, sia per il supporto che per il formato, sembrerebbe un bozzetto, un’esercitazione dell’artista, ci mostra comunque la notevole qualità pittorica di Palizzi, il quale, anche con una stesura più veloce ed informale, riesce a realizzare delle verosimili figure di pecore ed un pastorello con una perfetta resa naturalistica. Il tratteggio è veloce, sintetico, ma la ricchezza di dettagli è straordinaria, così come coerente è il gioco delle ombre e l’esaltazione dei valori plastici degli animali.

Filippo Palizzi, di cui l’opera reca la firma, è nato a Vasto nel 1818 e scomparso a Napoli nel 1899. Inizialmente si occupa della modellazione di statue per presepi, finché non si trasferisce a Napoli dove comincia a dedicarsi alla pittura. La sua formazione avviene sotto la guida di Camillo Guerra prima e Costanzo Angelini e Giuseppe Bonolis poi. E’ uno dei primi pittori in Italia a tentare di portare un linguaggio verista. Si occuperà essenzialmente di scene di genere e ritratti di animali. Il suo lavoro parte dall’osservazione dal vero ma si occupò anche di fotografia.


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