Paolo Del Giudice – Il Ponte

Paolo Del Giudice – Il Ponte

Del Giudice Paolo

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 50x50
  • Anno: 1996

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: BFAS001

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DESCRIZIONE

Il soggetto del paesaggio urbano è già presente in epoca Medievale e Moderna, ma prevalentemente in maniera idealizzata. Le scene di vita cittadina diventano temi tipici con un’interpretazione più verosimile a partire dal XIX secolo. Ricordiamo come subito dopo le correnti realiste dell’Ottocento anche gli impressionisti diedero molta rilevanza al quotidiano, alla vita di tutti i giorni, con una certa predilezione, però, verso la frenesia della città, la folla, il traffico e ambientazioni tipicamente borghesi. Tra i soggetti preferiti di Paolo Del Giudice troviamo la città di Venezia e, in particolare, il Ponte di Rialto.

L’opera è un chiaro esempio di paesaggio espressionista. La realtà viene interpretata in modo estremamente sintetico, con un esercizio di riduzione che cerca di arrivare all’essenza più pura del ponte. La superficie è completamente bidimensionale, senza concedere quasi nulla alla profondità spaziale (la quale è indefinita). Le pennellate delineano le forme in maniera molto istintiva. Entrando ancora di più nello specifico possiamo constatare come Del Giudice descriva lo scenario veneziano con una serie di segni quasi gestuali andando a creare un impasto monocromo che trasfigura, nella materia pittorica, la sua percezione della città. Così la stesura del colore è evanescente e il monumento viene interpretato quai come una visione diafana e sfuggente.

Paolo Del Giudice è nato a Treviso nel 1952. Elabora presto un linguaggio autonomo conseguendo nel 1970 il primo premio alla X Biennale Triveneta di Cittadella. Dopo il liceo scientifico frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia e, nel decennio 1973/1983, partecipa alle iniziative della Fondazione Bevilacqua La Masa. Nel 1991 inizia la collaborazione con lo Studio Gastaldelli di Milano. Nel 2002 realizza l’esposizione Biblion nel Salone abbaziale di Sesto al Reghena dove ricompone idealmente una biblioteca monastica. Seguono le personali milanesi Elogio della pittura (2002) ancora allo Studio Gastaldelli e, l’anno successivo, Architetture dell’anima nello Spazio Ta Matete; Pagine Nere (2003) all’Attico di Roma; Il sentimento dell’arte (2004) a Palazzo Isolani a Bologna; Percezioni di paesaggio presso Ghiggini Arte Contemporanea, Varese (2005); Forza motrice (2005) nell’Hangar ATAC di Piazzale Prenestino. Nel 2006 presenta Pier Paolo Pasolini: volti 1988 – 2005, nel Palazzo Ducale di Mantova: un ciclo di dipinti ispirati all’icona del poeta. Nel 2007 tiene una mostra antologica dal titolo Pietas Mundi alla Galleria Sagittaria di Pordenone. Nel 2011 è invitato alla sezione veneta del Padiglione Italia della Biennale di Venezia, nella sede di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta.


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