Paolo Emilio Bergamaschi – Figure

Paolo Emilio Bergamaschi – Figure

Bergamaschi Paolo Emilio

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’eta classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione della figura femminile è un’espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti, […]

  • Tecnica: Olio su tela
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DESCRIZIONE

Da sempre la figura umana è stata al centro della ricerca artistica. Fin dall’eta classica la resa naturalistica dell’anatomia umana è stata uno degli obiettivi principali di pittori e scultori di tutti tempi. La rappresentazione della figura femminile è un’espressione di questa aspirazione, trasversale a tutte le epoche e a tutte le correnti stilistiche. Infatti, oltre alle interpretazioni naturalistiche, proprie del Rinascimento e dei vari classicismi, che mirano ad una rappresentazione veritiera e dettagliata del corpo umano, la figura femminile è stata protagonista anche all’interno delle nuove concezioni estetiche portate dalle avanguardie storiche, come nel cubismo, nell’espressionismo e nel surrealismo. La produzione pittorica di Paolo Emilio Bergamaschi è focalizzata sulla rappresentazione di figure femminili esotiche, in abiti etnici, che ricordano, in qualche maniera, il simbolismo di Gauguin.

Questa opera di Paolo Emilio Bergamaschi non solo nel soggetto sembrano guardare a Paul Gauguin, ma anche e soprattutto nel linguaggio adoperato. C’è un preciso riferimento, infatti, all’arte simbolista, nonché alla produzione di murales sudamericana, ravvisabile nella maniera in cui la figura viene raffigurata in maniera generica, privata dei proprio tratti individuali, per assumere un carattere iconico. La rappresentazione, così, esce dal contingente per assumere significati più ampi. Dal punto di vista formale una linea sinuosa individua volumi semplici e netti. Il colore viene steso, ovviamente, con un compatto a plat gauguiniano. Anche la tavolozza, fatta di tonalità calde e solari, è in linea con tutta l’estetica simbolista di questa opera, mentre l’uso dello sfondo oro, tipico di Bergamaschi, ribadisce il carattere iconico della sua estetica.

Paolo Emilio Bergamaschi è nato a Pontecorvo nel 1929. Nel 1947 frequenta la scuola di nudo dell’Accademia delle Belle Arti a Roma. Qui nella Capitale viene immediatamente notato il suo talento e inizia a collaborare nelle scenografie di varie opere teatrali e cinematografiche. Dopo il diploma nel 1952 inizia a viaggiare prima in tutta Europa e poi approderà negli Stati Uniti per esporre alla Rose Gallery di New York ed alla South Sea di Miami. Successivamente arriva in Venezuela dove collaborerà per vari architetti ed eseguirà un grande murales per il presidente della Repubblica Venezuelana Arturo Sosa. Dal 1960 torna in Europa dove espone con grande successo a Madrid, Londra, Cagliari, Lecce, Berlino, Gaeta, Frosinone, Foggia, Roma, Rieti, l’Aquila, Spoleto, Bergamo, Montecarlo. Bergamaschi ha ricevuto diversi attestati di riconoscimento e premi. Nel 1998 scompare prematuramente a Frosinone.


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