Paolo Manaresi – Natura morta

Paolo Manaresi – Natura morta

Manaresi Paolo

  • Tecnica: Acquerello
  • Dimensione: 43x54

  • Codice prodotto: LCAR002

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DESCRIZIONE

Il genere della “Natura Morta” vede la luce agli inizi del XVII secolo. Consiste nella rappresentazione di composizioni di soggetti inanimati, nella maggior parte dei casi fiori o frutta. Se all’inizio della sua storia era un’occasione per i pittori per cimentarsi in una riproduzione naturalistica o fotografica della realtà, con l’arte contemporanea la “Natura Morta” diventa anche un modo di interpretare la realtà. Infatti, come accadrà per esempio nell’avanguardia cubista o in Giorgio Morandi, la ricerca profonda sugli oggetti verrà finalizzata ad una rappresentazione concettuale, portata oltre il semplice dato sensibile.

L’opera in oggetto è molto significativa della produzione del pittore Paolo Manaresi e molto esemplificativa del suo stile. In questa natura morta si può notare come l’artista usi una stesura notevolmente pittorica che quasi disfa le forme degli oggetti, connotandoli di vibrazioni che sono allo stesso tempo atmosferiche ed esistenziali. In questo tipo di interpretazione gioca un ruolo decisivo il colore che viene steso con pennellate dense, le quali sovrapponendosi descrivono i volumi e gli spazi. In poche parole Manaresi dimostra di possedere una maturità post-impressionista. La composizione è tutta compressa in primo piano, senza concedere nulla ad una profondità spaziale. Lo scopo del pittore non è quello di riportare il dato sensibile degli oggetti, ma di carpirne l’essenza stessa, la loro sostanza. A questo fine interviene la pennellata, ricca di materia, che, nonostante l’essenzialità della rappresentazione, rimpolpa gli oggetti, li scompone su diversi piani, registrando le vibrazioni della luce e della vita su di essi.

Paolo Manaresi (Bologna, 1908 – 1991) è stato un pittore e incisore italiano. Si diplomò e, dal 1949, incoraggiato da Giorgio Morandi, si dedicò attivamente all’incisione. Nel 1950 fu invitato alla Biennale di Venezia, dove ritornò nel 1952. Nello stesso anno si tiene la sua prima personale di acqueforti alla Galleria Cairolo di Milano. Nel 1963 vinse il Premio Olivetti per la sua produzione artistica. Nel 1966 fu premiato alla Mostra Internazionale della Grafica a Palazzo Strozzi di Firenze. Tra il 1962 e il 1968 partecipò alle rassegne Intergrafik di Berlino e Varsavia. Nel 1970 la Galleria Nuova Loggia di Bologna gli dedicò una personale di grafica; nello stesso anno, in un’ampia rassegna al Museo Civico di Bologna, Manaresi fu rappresentato da un significativo numero di acqueforti. Nel 1978 l’Associazione “Francesco Francia” in collaborazione con il Comune di Bologna gli dedicò una grande antologica, suddivisa in due sezioni: una di dipinti presso il Museo Civico Archeologico, l’altra sull’opera grafica presso la Galleria d’Arte Moderna.


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