Piero Guccione – L’ombra dell’estate

Piero Guccione – L’ombra dell’estate

Guccione Piero

  • Tecnica: Lito/Serigrafia
  • Dimensione: 50x65
  • Anno: 1989

  • Certificato: Firma originale a matita
  • Tiratura: 1/150
  • Codice prodotto: PANG002

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DESCRIZIONE

Il paesaggio è stato da sempre protagonista nella ricerca artistica, sia come ambientazione, come sfondo, ma anche come soggetto esso stesso. La descrizione naturalistica del paesaggio è stata una delle maggiori aspirazioni per gli artisti di ogni epoca. Ogni periodo storico ha dato la propria interpretazione del paesaggio contribuendo all’evoluzione della sua descrizione: dapprima con una ricerca sullo spazio, tramite la prospettiva brunelleschiana nel primo Rinascimento; poi sulla resa atmosferica nel Cinquecento; fino ad arrivare alla rappresentazione di ogni singola vibrazione della luce sugli oggetti nell’Impressionismo. La concezione del paesaggio nell’artista Piero Guccione è estremamente complessa e particolare. La sua visione del mondo è sostanzialmente realista, però egli concentra il suo sguardo su quei particolari, che pur all’interno della realtà, possono creare un sensazione metafisica di enigma e straniamento. Sono particolari che determinano leggeri sfasamenti percettivi in un generale senso di attesa misteriosa, i quali non potrebbero essere colti dall’occhio superficiale di un semplice spettatore. Sta all’artista il compito di scovarli e metterli in evidenza nelle sue opere. L ‘opera in oggetto è parte di una trilogia di paesaggi rurali siciliani eseguiti a pastello su carta e progettati per illustrare il capolavoro del Gattopardo (opera dalle quali sono derivate, appunto le illustrazioni dell’edizione americana del 1988 del romanzo di Tomasi di Lampedusa). Da queste illustrazioni sono state ricavate 150 litografie, realizzate l’anno successivo alla pubblicazione del romanzo, cioè nel 1989; mentre l’opera originale, fu realizzata nel 1987. La litografia è a firma originale (a matita) dell’artista e l’esemplare corrisponde al numero 1 su 150.

L’opera è molto rappresentativa della concezione artistica del pittore siciliano Piero Guccione. Il fine del suo fare artistico è quello di individuare all’interno di una dimensione reale delle contraddizioni, dei piccoli sfasamenti della percezione che diano alla realtà una contestualizzazione diversa, aprendo degli spiragli ad un senso di magico e di metafisico. Così in questa opera la resa di un banale scorcio di campagna si trasforma in una complessa visione, frutto dello sguardo interiore dell’artista. Guccione, infatti, riesce a bloccare nella rappresentazione un istante percettivo contraddittorio, estremamente fugace, quasi ineffabile, ma che il suo inconscio ha registrato ed elaborato in una resa visionaria. Così le immagini si sovrappongono in un delicato e raffinato gioco illusorio. Piero Guccione può arrivare a questo risultato grazie alla sua tecnica straordinaria per mezzo della quale le immagini appaiono sfocate, in continuo movimento, quasi inafferabili, volendo riproporre nella sua opera la complessità della percezione umana. Ad alimentare l’atmosfera di mistero interviene anche la razionalità che domina la composizione e una straordinaria purezza del colore.

Piero Guccione è nato a Scicli nel 1935 ed è scomparso a Modica nel 2018. Si è formato presso il Liceo Artistico di Catania e poi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Insieme ai pittori Attardi, Calabria, Farulli, Giaquinto e Vespignani, ha fatto parte, dal 1962 al 1964, del gruppo “Il pro e il contro” la cui ricerca era focalizzata ad una nuova contestualizzazione della poetica realista. È stato dapprima assistente di Renato Guttuso presso l’Accademia di Roma mentre nel 1979 ha ottenuto la cattedra di pittura all’Accademia di Catania. Da allora è vissuto sempre nella campagna tra Scicli e Modica, soggiornando spesso a Sampieri i cui paesaggi hanno ispirato tante sue marine. Piero Guccione ha avuto sempre uno straordinario riconoscimento di pubblico e di critica e tante sono le esposizioni che lo hanno visto protagonista sia a livello nazionale che internazionale. Diverse anche le partecipazioni alla Biennale di Venezia ed alla Quadriennale di Roma. Piero Guccione ha ricevuto il 14 dicembre 2004, da Carlo Azeglio Ciampi, la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica Italiana come benemerito dell’arte e della cultura.


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