Piero Guccione – Periferia di notte con le nuvole illuminate

Piero Guccione – Periferia di notte con le nuvole illuminate

Piero Guccione

L’opera si rifà ad un linguaggio estetico informale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 80x96
  • Anno: 1961

  • Certificato:
  • Codice prodotto: amos001

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DESCRIZIONE

L’opera si rifà ad un linguaggio estetico informale. La devastazione portata dalla Seconda Guerra Mondiale lasciò un segno profondo nella civiltà occidentale che nelle arti visive si risolse anche in un’impossibilità di comunicare. Tale problematica per alcuni artisti sfociò in un rifiuto totale di qualsiasi linguaggio visivo che si tradusse nella nascita dell’Informale. Le varie correnti informali sono certo collegate all’Espressionismo Astratto americano, soprattutto per quanto riguarda la componente gestuale, ma si spingono oltre per quanto concerne il rifiuto di qualsiasi elemento figurativo, anche geometrico. La loro ricerca si spinge piuttosto verso la materia con cui compongono le loro opere. Tra i tanti linguaggi sperimentati da Piero Guccione, troviamo anche dei richiami alle poetiche informali, come è dimostrato da questo dipinto.

In questa interpretazione di un paesaggio periferico Piero Guccione abbandona il linguaggio figurativo, intellettualistico, che connota tante sue interpretazioni della realtà, per sperimentare una maniera interamente basata sulla materia e sul gesto. L’informale di Piero Guccione si sviluppa su un esercizio percettivo. L’artista infatti parte dall’acquisizione dei dati sensibili e li rielabora nel suo personalissimo sentire. E così anche una veduta urbana perde in maniera quasi definitiva ogni contatto con la realtà fenomenica per tradursi in una pura trasposizione di materia e gesto. In effetti Piero Guccione vuole cogliere l’impressione dell’oggetto, ma ciò la porta a disgregare completamente la forma e a tradurre la sua percezione direttamente nella gestualità pittorica. In questo dipinto l’artista è capace di dare vita ad una materia cromatica che sembra viva, dinamica e in continua evoluzione. Nell’intensità dei colori che si fondono in un organismo vitale, l’esistenza pulsa in bagliori lucenti e repentini.

Piero Guccione è nato a Scicli nel 1935 ed è scomparso a Modica nel 2018. Si è formato presso il Liceo Artistico di Catania e poi all’Accademia di Belle Arti di Roma. Insieme ai pittori Attardi, Calabria, Farulli, Giaquinto e Vespignani, ha fatto parte, dal 1962 al 1964, del gruppo “Il pro e il contro” la cui ricerca era focalizzata ad una nuova contestualizzazione della poetica realista. È stato dapprima assistente di Renato Guttuso presso l’Accademia di Roma mentre nel 1979 ha ottenuto la cattedra di pittura all’Accademia di Catania. Da allora è vissuto sempre nella campagna tra Scicli e Modica, soggiornando spesso a Sampieri i cui paesaggi hanno ispirato tante sue marine. Piero Guccione ha avuto sempre uno straordinario riconoscimento di pubblico e di critica e tante sono le esposizioni che lo hanno visto protagonista sia a livello nazionale che internazionale. Diverse anche le partecipazioni alla Biennale di Venezia ed alla Quadriennale di Roma. Piero Guccione ha ricevuto il 14 dicembre 2004, da Carlo Azeglio Ciampi, la Medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica Italiana come benemerito dell’arte e della cultura.


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