Piero Manai – Sisifo

Piero Manai – Sisifo

Manai Piero

Nella storia dell’arte spesso si può fare una netta distinzione tra correnti stilistiche figurative o astratte. Quando, però, l’obiettivo di un’artista è quello di rappresentare un oggetto che abbia riscontro con la realtà fenomenica ma, allo stesso tempo, sia carico di significati reconditi e simbolici, questo confine può diventare labile. Il Simbolismo o l’Espressionismo sono […]

  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensione: 7x91
  • Anno: 1993

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: FLEG001

Visualizzazioni 384

DESCRIZIONE

Nella storia dell’arte spesso si può fare una netta distinzione tra correnti stilistiche figurative o astratte. Quando, però, l’obiettivo di un’artista è quello di rappresentare un oggetto che abbia riscontro con la realtà fenomenica ma, allo stesso tempo, sia carico di significati reconditi e simbolici, questo confine può diventare labile. Il Simbolismo o l’Espressionismo sono correnti stilistiche emblematiche nell’aver interpretato la realtà in senso concettuale con una resa iconica delle immagini e un’interpretazione simbolica nell’uso del colore. Nella produzione pittorica di Piero Manai astratto e figurativo si mescolano quasi senza sorta di continuità: tutto viene trasfigurato in un linguaggio estremamente sperimentale sempre teso alla ricerca di una forte espressività. In questa opera l’artista si ispira al mito di Sisifo, condannato a spingere un masso per l’eternità.

Come possiamo vedere anche da questa opera il punto di partenza di Piero Manai è comunque la figurazione, di cui lascia, nell’opera una traccia ben visibile. La tensione sperimentale di Manai, tuttavia, si esprime soprattutto dal punto di vista formale, infatti nel suo linguaggio si possono trovare diverse istanze estetiche dell’arte contemporanea. Innanzitutto la sintesi espressionista dei soggetti, ridotti all’essenziale da un tratto nervoso che ne semplifica le forme con un ritmo concitato. Per quanto riguarda la stesura coloristica, l’artista si rifà ad una gestualità quasi esasperata, dettata dalla sua creatività incontenibile. Dal punto di vista cromatico, infine, Manai propende per una tavolozza in linea con l’espressionismo del suo stile: i colori hanno una valenza simbolica, esistenziale.

Piero Manai (Bologna, 1951 – 1988). Manai ha esposto in diverse gallerie e musei in Italia e all’estero tra cui PS1 di New York (1982). Ha partecipato alle mostre “Nuova Immagine” presso la Triennale di Milano (r98o), “Linee della ricerca artistica italiana 1960-80” al Palazzo delle Esposizioni a Roma (1981), “Italian Art 1960-80” alla Hayward Gallery di Londra (1982), alla “Biennale des Jeunes” di Parigi (1982) ed esposto al Kunstverein di Hannover (1985) e di Francoforte (1986). Nel 1996 viene inserito da Flavio Caroli nel suo libro “Trentasette, il mistero del genio adolescente”: “Raffaello, Parmigianino, Valentin de Boulogne, Cantarini, Watteau, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Tancredi, Gnoli, Manai, Majakovskij: le ultime ore di vita dei “divini fanciulli” che hanno incontrato la morte a trentasette anni.”


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