Pietro Morando – Senza titolo

Pietro Morando – Senza titolo

Morando Pietro

  • Tecnica: Grafica
  • Dimensione: 65x50

  • Tiratura: Limitata
  • Codice prodotto: PREN008

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DESCRIZIONE

Le tematiche a sfondo sociale nell’arte cominciano a prendere rilievo verso la metà del XIX secolo, in concomitanza con il diffondersi della questione sociale nelle varie società europee. L’opera di pittori come Millet o Daumier, per esempio privilegiava soggetti legati alla vita nei campi, il lavoro in fabbrica o gli scioperi. In Italia tra i primi pittori molto impegnati su temi sociali ricordiamo Pellizza da Volpedo e, in epoca contemporanea, Renato Guttuso. Per quanto riguarda, nello specifico, l’opera di Pietro Morando, uno dei temi maggiormente ricorrente nella sua produzione pittorica è legato alla quotidianità di povera gente, al lavoro, a piccoli quadretti dove protagonisti sono pescatori, pretini e gente umile.

La produzione artistica di Pietro Morando si innesta perfettamente in un filone pittorico che unisce tematiche realiste ad un linguaggio tendenzialmente espressionista. Infatti se il soggetto è rivolto al mondo del lavoro e delle classi popolari e della quotidianità, lo stile prevede un’interpretazione sintetica della realtà. In uno spazio appiattito e decontestualizzato tutto viene semplificato per trasfigurare la realtà in senso espressivo e simbolico. Si esce dal particolare per giungere ad una rappresentazione iconica che ha i caratteri dell’universalità. Il processo di astrazione, dunque, viene condotto dal pittore per ricavare l’essenziale dai dati sensibili. Il soggetto viene così risolto con poche linee, nette ed essenziali, che vanno a definire volumi squadrati e geometrici. In questo modo Morando crea un’immagine carica di valori primari, immutabili, grazie all’essenzialità espressiva e alla forza cromatica. La stesura compatta del colore, quando viene usato, si avvale di una tavolozza dalle tonalità vivaci al fine di dare vita ad armoniche policromie.

Pietro Morando (Alessandria, 1889 – 1980). Trascorre tutta la vita nella città natale effettuando lunghi viaggi in Francia e Oltreoceano. Il suo amore per il disegno lo porterà a produrre numerosissimi lavori, anche utilizzando i miseri mezzi di fortuna che il primo conflitto mondiale gli permette. Per decenni frequenta lo studio milanese di Carlo Carrà, con cui divide, oltre che l’amicizia, anche confronti e scambi culturali in materia di pittura. Espone alla Promotrice di Torino dal 1920 e partecipa alla Quadriennale di Roma e alla Triennale di Milano. Espone alla Biennale di Venezia nel 1924, 1926, 1928, 1932, 1934, 1948, 1950, 1956. Opere di Morando si trovano presso il Museo storico italiano della guerra di Rovereto nonché alla pinacoteca civica di Alessandria.


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