Pino Pinelli – Senza titolo

Pino Pinelli – Senza titolo

Pinelli Pino

  • Dimensione: 24x30
  • Anno: 1990

  • Codice prodotto: SPEN002

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DESCRIZIONE

Durante gli anni ’50 e ’60 del XX secolo si cominciarono a diffondere, nell’arte europea ed americana, le cosiddette poetiche dell’oggetto. Ricollegandosi al ready-made di dadaista memoria ci fu una nuova ondata di gruppi o movimenti che riproposero oggetti di uso quotidiano o materiale di scarto come opere d’arte. La distanza dal Dada tradizionale consistette nella grande influenza esercitata dall’Espressionismo Astratto che portò a riconfigurare gli oggetti con nuovi linguaggi e nuovi stimoli. Nell’ambito di questa sperimentazione l’oggetto di studio di Pino Pinelli, uno dei massimi rappresentanti della “pittura analitica” è il dipinto stesso. Secondo le istanze proposte da questo gruppo la pittura, media espressivo antico e ormai fuori contesto, poteva essere riportata in auge solo tramite una definitiva operazione di rinnovamento.

Come possiamo constatare anche nella presente opera, il lavoro di rinnovamento e ricontestualizzazione della pittura, compiuto da Pinelli, investe l’intero oggetto-dipinto. A partire dalla sua stessa struttura, la quale viene smontata e scardinata. Il dipinto perde una delle sue prerogative fondamentali, ovvero l’unità della superficie, diventando qualcosa di completamente nuovo e frammentario, determinato dalla compresenza di diversi elementi dalla forma regolare che sono quasi una citazione del concetto stesso di pittura. Ovviamente il dipinto, per essere qualcosa di nuovo ed attuale, deve perdere qualsiasi contatto con una rappresentazione di tipo mimetico. Cosicché il processo creativo attuato da Pino Pinelli si identifica in una stesura monocroma molto concettuale ed anche nella ricerca sulla materia ruvida che connota anche sensorialmente le sue opere. L’oggetto dipinto, del tutto nuovo, trova la sua espressività non più nella figurazione, ma neanche nell’astrazione: esso si identifica ora nei rettangoli monocromi e ruvidi dove a prendere vita è una vibrazione sottile, un’inquietudine sottesa.

Pino Pinelli è nato a Catania nel 1938. La sua formazione artistica avviene prevalentemente a Milano nel fermento culturale dei primi anni ’60. La sua ricerca è volta, fin dall’inizio, a trovare un nesso tra tradizione e innovazione. Per questo egli cerca di rinnovare il concetto stesso di pittura. Attraverso questo percorso egli arriva alla serie delle Topologie (Alterazione del rettangolo, 1971; Punti molli, Alterazione del segmento, 1972) e alla serie dei Monocromi, 1973 – 1975. Questo indirizzo concettuale intrapreso da Pino Pinelli lo collocano a pieno titolo nella corrente che il critico Filiberto Menna definì “pittura analitica”. Nel 1975 Pino Pinelli arriva definitivamente alla concezione della nuova opera d’arte che si palesa in un monocromo di piccole dimensioni fatto di pelle di daino. Da questo momento la sua ricerca si focalizza proprio sui frammenti, in particolare sulla loro forma, sulla loro superficie e sulla loro disposizione nello spazio.


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