Pio Semeghini – Senza titolo

Pio Semeghini – Senza titolo

Semeghini Paolo

Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica […]

  • Tecnica: Olio su tavola
  • Dimensione: 41x52
  • Anno: 1966

  • Certificato: si
  • Codice prodotto: ARUG004

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DESCRIZIONE

Il ritratto è una delle più diffuse espressioni artistiche nell’ambito soprattutto della pittura, ma anche della scultura, in tutte le epoche. Il ritratto è, in primo luogo, una descrizione del soggetto rappresentato, un tentativo di riportare in modo veritiero e naturale la sua fisionomia e le sue caratteristiche individuali. Con l’evolversi progressivo della ricerca artistica alla descrizione fisionomica del soggetto si è affiancata anche quella psicologica. Pertanto il ritratto, nei secoli, è diventato anche un mezzo d’indagine introspettiva sul soggetto, sul suo carattere e il suo stato d’animo. Sono intervenuti, a favore di questo tipo d’indagine, i processi di astrazione portati dall’arte contemporanea.

La pittura di Pio Semeghini costituisce un perfetto equilibrio tra realismo e simbolismo. L’artista, infatti, parte dalla descrizione della realtà, però non si ferma a una mera descrizione del dato naturalistico, egli va oltre il semplice fenomeno registrato dalla vista per riportare sulla tela l’essenza stessa dei soggetti rappresentati. Infatti grazie ad una gamma cromatica carica di tensioni emozionali e memore degli insegnamenti dei simbolisti, il pittore vuole renderci partecipe di un’esperienza. Le figure di Semeghini, comunicano immediatamente una grande spontaneità, ma, ad un’analisi più approfondita, l’artista, proprio attraverso lo spregiudicato uso del colore e dell’astrazione delle forme, ci svela la realtà esistenzialmente più complessa dei suoi personaggi. Inoltre la puntuale descrizione delle figure è coadiuvata da una linea sinuosa, memore di Modigliani, la quale, manipolando elegantemente le proporzioni in senso estetico, contribuisce a rendere i personaggi di Semeghini allo stesso tempo familiari e conturbanti.

Pio Semeghini (Quistello, 1878 – Verona, 1964) è stato un pittore italiano. Si formò presso l’Accademia di Belle Arti di Modena e Firenze e nel 1899 si recò a Parigi, dove conobbe importanti artisti italiani, come Filippo De Pisis, Ardengo Soffici, Gino Severini e Amedeo Modigliani e nel 1902 ritornò in Italia, dove formò la scuola di Burano con Gino Rossi, Umberto Moggioli e Arturo Martini. Nel 1919 espose i suoi dipinti alla XI Esposizione d’Arte di Palazzo Pesaro a Venezia ed ottenne molto successo. Successivamente partecipò alla Prima Biennale d’arte Romana e nel 1926 alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Nel 1949-50 partecipò al progetto della collezione Verzocchi, incentrato sul tema del lavoro e alla fine degli anni ’50 espose nelle più importanti manifestazioni e mostre italiane ed estere. Dopo il 1940 la pittura di Semeghini divenne sempre più rarefatta, tanto da precorrere la pittura informale ed influenzare molti dei Maestri del dopoguerra, come Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Giuseppe Santomaso, Virgilio Guidi, Afro Basaldella.


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